Anestesia Totale

di Giovanni Battista Cefalì

Uno spettacolo ironico e tagliente capace di appassionare, che continua a registare un grande successo di pubblico
In scena a Milano l’attesissimo nuovo spettacolo di Marco Travaglio che, dopo Bologna, Genova e Torino ha debuttato lo scorso 17 maggio al Teatro CiakWebank di Via Procaccini Milano,  dove è possibile vederlo fino al  28 maggio. Lo spettacolo sta riscuotendo senza dubbio alcuno un ottimo successo e registrando il tutto esaurito! Il giornalista torinese, divertendosi e divertendo con il suo stile ironico e tagliente riesce ad appassionare il suo affezionatissimo pubblico che lo segue come lo si potrebbe fare con una rockstar.

Questo spettacolo, prodotto da Promo Music, con la regia di Stefania De Santis, inedito nei suoi contenuti, sta ripercorrendo il successo che fu della precedente tournèe: “Promemoria 15 anni di storia d’Italia ai confini della realtà”, che in tre stagioni aveva replicato 150 recite e vendute oltre 30.000 copie dell’omonimo libro e DVD. Già il suo titolo “Anestesia totale”  ci lascia immaginare gli argomenti  e di come si parli di un paese addormentato dalla cattiva informazione, ipotizzando il risveglio di questa Italia, dopo quasi vent’anni di governo e di egemonia culturale del Cavaliere.

Insieme a Travaglio sul palco, la cui scena si presenta spoglia,  solo  un’edicola, una panchina e due microfoni, un violinista (Valentino Corvino) e la brava attrice Isabella Ferrari che fa da controcanto al catastrofismo del protagonista con un’antologia di pensieri tratti dagli scritti del grande giornalista Indro Montanelli, giustoappunto come dice lo stesso Travaglio per “non gettare il pubblico nella disperazione”.

Vale la pena ricordare che Marco Travaglio non è un attore di professione, ma un giornalista  professionista  prestato allo spettacolo. Ha iniziato la sua carriera di giornalista al settimanale torinese Il Nostro Tempo. In seguito ha lavorato con Il Giornale e successivamente con diversi quotidiani e settimanali, fra i quali Il Giorno, L’Indipendente,  Il Messaggero, Corriere della Sera, L’Unità ed altri. Poi nel 1998 è stato assunto a La Repubblica in cui teneva una rubrica on-line dal titolo “Carta canta“, uno spazio in cui sottolineava le incoerenze dei politici italiani, dei commentatori e dei suoi colleghi, attingendo dalle fonti archivistiche giornalistiche. Nell’edizione torinese de La Repubblica curava una rubrica di posta coi lettori intitolata Il Cittadino, è passato anche sul piccolo schermo come collaboratore fisso di Annozero, che forse più di tutti lo ha fatto conoscere al grande pubblico.

Oggi vive una nuova esperienza professionale a Il Fatto Quotidiano (il titolo è un chiaro rimando alla trasmissione che Enzo Biagi condusse per diversi anni su Rai Uno in prima serata) in qualità di promotore, co-fondatore e giornalista di un giornale che uscito, in edicola il 23 settembre 2009, si propone di “dare davvero le notizie” e di non basarsi su nessun aiuto da parte dello Stato, poichè l’intenzione è quella di sopravvivere con le proprie forze e senza il ricorso a “poteri forti” che inevitabilmente, in qualità di soci delle testate, spesso finiscono per influenzare la linea editoriale dei quotidiani.

Teatro CiakWebank – Via Procaccini, 4

dal 17 al 28 maggio ore 21

riposo dal 23 al 25 maggio

 

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