L’ultimo saluto di Milano a Gae Aulenti. Pisapia: “grande amica, grande architetto…”

L’ultimo saluto di Milano per Gae Aulenti, morta mercoledì scorso a Milano, nella sua casa di Milano, è avvenuto questa  mattina al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala. Non c’è stata infatti nessuna camera ardente o cerimonia funebre.
La scelta del luogo per la commemorazione  non è sata casuale, ma compiuta in considerazione dei luoghi dove Gae Aulenti visse «intensamente» in città (quattro: la Scala, il Piccolo, la Triennale e Brera) e anche perchè  tra le mille cose che fatto nella sua carriera di architetto, si è occupata spesso di scenografia, collaborando, tra gli altri, con il regista Luca Ronconi.
Alla cerimonia era Giovanna Buzzi, la figlia di Gae Aulenti, intornoa cui  si sono stretti tra gli altri il sovrintendente della Scala Stéphane Lissner, la presidente del Fai Giulia Maria Crespi, l’assessore alla Cultura Stefano Boeri, Carla Fracci, Luca Ronconi, Valentina Cortese, Andrée Ruth Shammah, Vittorio Gregotti, Philippe Daverio.
Il sindaco Giuliano Pisapia, che non ha potuto essere presente, in quanto in contemporanea in Sala Alessi di Palazzo Marino, si svolgevano le  celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ha fatto pervenire un suo scritto in cui ha detto: “La ricordo come fosse ora: i pantaloni scuri, le scarpe basse, le sue grandi sciarpe, la voce roca, i toni sempre misurati. Ricordo quei suoi modi asciutti, la sobrietà non solo esteriore, il suo essere sempre essenziale, il suo spirito altruista, la laboriosità instancabile. Anche visivamente, Gae  Aulenti sembrava assumere le caratteristiche che hanno fatto grande la nostra città, capace di lavorare a testa bassa e di raggiungere mete eccelse senza darsi importanza, senza ostentare”.

Pisapia nel suo discorso ha proseguito dicendo:
“Come Sindaco  non posso che essere fiero nel ringraziare Gae Aluenti per aver scelto di vivere nella nostra città, fatto che ha inciso indelebilmente nella sua vita, sempre improntata a uno stile inconfondibilmente milanese. Sobria fino quasi a essere austera, capace di coniugare la massima eleganza con la discrezione, caparbia come solo una donna che si è fatta strada in un mondo di uomini può essere, Gae ha rappresentato in tutto il mondo la Milano migliore. Nonostante altri impegni ho voluto esserci col cuore e con l’affetto che ci legava e ci lega a una donna meravigliosa, a una grande architetta, che ha saputo diventare l’ambasciatrice della nostra cultura, del nostro buongusto, della grandezza della nostra città e del nostro Paese. E’ stato molto bello ricordarLa, in un luogo pieno di significato: il tempio della Lirica ma anche il simbolo di Milano nel mondo. I luoghi, infatti, “non sono spazi neutri”: è una delle lezioni che abbiamo imparato proprio da Gae e dunque era giusto ricordarla qui, alla Scala che ha amato e che ha contribuito a rendere grande”.

“Ricordo il mio orgoglio – scrive ancora Giuliano Pisapia – quando, al Museo d’Orsay, a Parigi, vedevo i visitatori leggere il cartellino che indica il nome dell’autrice di quel meraviglioso capolavoro. Era il nome di un’italiana: chi aveva donato al mondo intero quella splendida opera d’arte era milanese ed era una donna. Anni dopo ho avuto modo di conoscere personalmente Gae e di apprezzare anche la sua passione civile, la sua generosità, la sua fiducia nella costruzione di un domani migliore, la sua voglia di partecipare a un cambiamento della nostra città e insieme del nostro Paese. Il 16 ottobre Milano è riuscita a manifestare a Gae Aulenti un po’ della sua riconoscenza: alla Triennale ha ricevuto la medaglia d’oro alla carriera. Era ormai fragile, per la prima volta un po’ stanca. Ma era felice. E io sono felice che Milano, la città che oggi ho l’onore di amministrare, sia arrivata in tempo a dirle un pubblico, solenne grazie”.

Sebastiano Di Mauro
4 novembre 2012

 

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