Karate: Rocco Graziano, il suo nuovo metodo di allenamento e l’interesse delle università

Karate: Rocco Graziano, il suo nuovo metodo di allenamento e l’interesse delle università

L’intuizione che sta alla base delle idee innovative non nasce esclusivamente da una spiccata capacità di osservazione, ma anche e soprattutto dalla pratica costante. L’esperienza derivante da anni di studio di una disciplina conducono allo sviluppo di una capacità critica diversa rispetto a quella, sterile, di chi si affaccia alla materia con una semplice e pura curiosità. L’idea di Rocco Graziano, pluripremiato karateka e istruttore di atletica leggera, muove proprio da passi remoti nel tempo e radici profonde. L’atleta lucano, due volte campione del mondo e tre volte campione europeo della disciplina, ha assistito in prima persona, grazie al suo approccio al karate avvenuto in tenera età, a buona parte dell’andamento evolutivo di tale arte marziale. Un mondo ormai profondamente diverso rispetto a quello di alcuni decenni fa, dove si dava preminenza all’enfasi del corpo e allo studio dell’anima. Ora il karate è uno sport a tutti gli effetti, con specifiche esigenze e attenzioni fisiche. Ecco allora che nasce anche per il karateka la necessità di un affiancamento da parte di una figura specifica, come può essere quella di un preparatore atletico.

Lo studio condotto da Graziano in collaborazione con esperti del settore del movimento, tra cui Matteo Merati dell’Università Cattolica di Milano, parte proprio da questi presupposti. L’avvento della competizione tra due o più atleti determina lo spostamento dell’ago della bilancia dalla tecnica e dalla forza mentale ad una posizione intermedia tra talento e atletismo, in cui la preparazione fisica e l’agonismo giocano un ruolo altrettanto determinante. Nel mondo del karate attuale a vincere non è più soltanto l’atleta più bravo tecnicamente, ma quello che possiede la più elevata capacità di gestire la fatica e che riesce ad esprimere al massimo le sue potenzialità atletiche. Esercitare la tecnica e ripetere il kyon per ore, al giorno d’oggi, non può essere considerato più importante rispetto alla messa in pratica di un programma di preparazione fisica personale tale da consentire lo sfruttamento massimo delle proprie capacità atletiche. Mosso da queste premesse, lo studio di Graziano analizza in chiave moderna lo schema motorio degli atleti di kata e kumite e i dettagli che compongono l’una e l’altra disciplina, attraverso la messa in evidenza dei gruppi muscolari e articolari che vengono sollecitati, per poi giungere a una classificazione specifica delle capacità motorie attivate. Tutto ciò ha portato allo sviluppo di un metodo di studio dell’atleta e di una programmazione di preparazione fisica specifica e innovativa, basata su step di progresso ben delineati e tarati sull’intera durata della stagione sportiva del karateka. Questo nuovo metodo di allenamento propone test di valutazione ben cadenzati e progressivi, che permettono la calibrazione della preparazione ai diversi stadi psicofisici raggiunti e ai cambiamenti personali e climatici che hanno interessato l’atleta direttamente o indirettamente. Si tratta, dunque, di un sistema di allenamento innovativo, un’idea quasi rivoluzionaria per il settore che si pone in scia alle nuove esigenze che il mondo del karate ha sviluppato e in linea con la considerazione sportiva di una disciplina che, come accennato, vede nel preparatore atletico una figura ormai indispensabile.

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