Biglietti gratis al Comune di Milano, bocciata la mozione del grillino Calise

I consiglieri del Comune di Milano possono continuare a sedersi sulle invidiatissime poltroncine del primo anello rosso dello Stadio Meazza e godersi, senza alcun esborso, gli eventi della Scala del Calcio, dalle partite di Champions League fino al concerto di Madonna. Un privilegio discutibile, ma assolutamente lecito. Una convenzione tra Milan, Inter e il Comune di Milano prevede, infatti, la concessione di 320 tagliandi al Comune, di cui 140 fissi per i consiglieri comunali e di zona.

Un diritto che si è trasformato in scandalo quando, a settembre dell’anno in corso, in occasione della seconda giornata di Serie A, in cui andava in scena a San Siro il match clou Inter-Roma, si è scoperto che alcuni bagarini vendevano dei biglietti in realtà destinati a Vagliati, consigliere comunale del Pdl. Da quel momento, anche per gli assessori sono stati introdotti i biglietti nominativi, come per gli altri tifosi, ed è stato concesso meno spazio ai politici e maggior disponibilità ad associazioni non-lucrative.

L’unico ad essersi impegnato per cercare di eliminare questa assurda concessione è Mattia Calise, giovane consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che ha prima presentato una lista di tutti coloro che hanno esercitato il loro diritto di godersi gratis gli spettacoli, calcistici e non, del Meazza, e ha poi presentato una mozione per abolire tale privilegio.
Oggi, però, è arrivato l’esito della votazione e non è stato certamente soddisfacente. La proposta di Calise, infatti, è stata bocciata con 20 voti contrari, 3 astenuti e 6 favorevoli. Gli unici ad essersi espressi favorevolmente sono, oltre a Calise, il radicale Marco Cappato, David Gentili del Pd, Armando Vagliati del Pdl, Luca Lepore e Igor Iezzi della Lega.

La motivazione che ha determinato l’esito negativo della mozione, spiega Chiara Bisconti, assessore allo Sport e maggior utilizzatrice dei biglietti gratis di San Siro (ben 358), “è stata il cambiamento delle regole per la concessione dei ticket, che ha valorizzato i 320 biglietti per partita, beni non modificabili né vendibili”.
L’assessore Bisconti ha precisato che vengono mantenuti 40 biglietti di rappresentanza, concessi anche agli assessori ma su richiesta esplicita, e altri 170 sono distribuiti tra scuole (80), dipendenti comunali estratti a sorte (50), centri socio-ricreativi (20), associazioni che presentano un progetto e ne fanno richiesta (20) e carceri (8). Secondo l’Assessore allo Sport, “questa nuova modalità sta andando bene e ha permesso di portare più persone allo stadio, coinvolgendo l’intera città”.

Sulla stessa lunghezza d’onda dell’assessore Bisconti è anche il capogruppo del Pd Carmela Rozza: «I consiglieri comunali non sono privilegiati, non hanno previdenza né ci si può mantenere con i gettoni, e non sono un privilegio né un costo aggiuntivo i biglietti per lo stadio. Voto contro perché i contenuti della mozione sono offensivi, e mi piacerebbe che consiglieri così attivi a fustigare la cosiddetta ‘casta’ lo siano altrettanto nello scarpinare per i quartieri di periferia, invece che comodamente seduti davanti al computer a cercare argomenti facili. Se volete rinnovare la politica fatelo sulle cose vere».

Una risposta forte e decisa, ma che può suonare come uno schiaffo per coloro che, annualmente, fanno sacrifici per assicurarsi un posto in settori dello stadio dai quali, nonostante l’elevata onerosità degli abbonamenti, si possono vedere le poltroncine riservate gratuitamente ai consiglieri, ma solo con il binocolo.

Giuseppe Ferrara
23 ottobre 2012

 

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