L’Arcivescovo emerito di Milano Carlo Maria Martini è tornato alla casa del Padre: camera ardente aperta la notte di sabato

Nel pomeriggio di ieri il  cardinale emerito di Milano Carlo Maria Martini  – 85 anni –  ha fatto ritorno alla casa del Padre. Si è spento a Gallarate, dopo una lunga malattia, durata 15 anni che negli  ultimi anni si era aggravata. Il morbo di Parkinson, di cui era affetto,  aveva perfino limitato l’uso della parola, tanto che ultimanente comunicava con un piccolo megafono elettronico ed è stato inevitabile l’accostamento con  Giovanni Paolo II, che provò simili limitazioni.

La notizia del suo decesso si è subito sparsa per la città di Milano, dove era stato a capo della Chiesa ambrosiana dal 1979 al 2002, ma ha anche procurato sgomento fuori dal mondo cattolico, essendo una figura molto amata e apprezzata.
Già nei giorni scorsi si erano avute notizie dell’aggravamento delle sue condizoni di salute, e nella sua coerenza aveva  rifiutato l’accanimento terapeutico. Sul sito della Diocesi, oltre che dare notizie del suo peggioramento,  il cardinale arcivescovo Angelo Scola aveva richiesto preghiere per la sua salute.

Nel 2002 Il cardinale Martini aveva date le dimissioni da arcivescovo di Milano, per sopraggiunti limiti di età e si era stabilito a Gerusalemme per  approfondire i suoi studi biblici fino al 2007 quando, proprio per l’avanzare della sua malattia, fu costretto a rientrare  a Milano, dove era ospite presso l’Aloisianum, un importante Istituto di studi Filosofici gestito dai Gesuiti, attrezzato l’assistenza ai gesuiti anziani lungodegenti, L’istituto è nato nel 1839, per ospitare un seminario degli aspiranti gesuiti, sorge alla periferia di Gallarate.
Martini, ordinato sacerdote nel 1952,  era un uomo  dalla comunicazione profonda, studioso e autorevole biblista,  era stato punto di riferimento dell’ala progressista nel Conclave del 2005 e conosciuto anche come simbolo di una chiesa aperta e dialogante. Giovanni Paolo II, il 29 dicembre 1979  lo aveva nominato a sorpresa arcivescovo di Milano, che è la più grande diocesi del mondo, consacrandolo personalmente il 6 gennaio del 1980. Anche l’attuale Papa Joseph Ratzinger lo stimava molto e durante la sua malattia ha voluto rendere omaggio al grande cardinale gesuita.
Proprio per la sua apertura era molto apprezzato anche in ambienti laici e notoriamente in contrapposizione con la chiesa, tanto che  Paolo Patanè, Presidente nazionale di Arcigay e Marco Mori, Presidente del comitato provinciale di Milano hanno  espresso  dispiacere e cordoglio per la perdita di “uno dei pensatori più illuminati e aperti al mondo, coerente fino alla fine col proprio pensiero”.
Nella mattinata di oggi, la salma di Martini giungerà nel Duomo di Milano, dove alle  ore 12  sarà accolto dall’Arcivescovo Scola, il Consiglio episcopale ed il Capitolo della Cattedrale. La camera ardente  poi resterà aperta fino ai funerali che, come comunicato dall’Arcidiocesi di Milano, si terranno  lunedì 3 settembre alle ore 16.
L’intero mondo politico italiano ha già fatto pervenire messaggi di cordoglio alla Curia milanese. Il presidente della Repubbblica Napolitano in una sua dichiarazione dice:“La scomparsa del Cardinale Carlo Maria Martini è una dolorosa, grave perdita non solo per la Chiesa e per il mondo cattolico ma per l’Italia, il paese di cui era figlio e cui ha dedicato tanta parte del suo impegno e del suo insegnamento”,
Anche il sindaco  Giuliano Pisapia, si dice addolorato della scomparsa dell’illustre porporato e ha detto: “I tempi difficili hanno bisogno delle parole di saggezza e di speranza dei grandi uomini. Carlo Maria Martini ha illuminato il cammino della città tutta, non solo di una parte. Per questo, oggi ancor di più, Milano rimpiange il “suo” Arcivescovo”-

Personalmente conservo un incancellabile ricordo per l’incontro avuto con lui durante una visita pastorale nel 1987, nel corso della quale aveva espresso forte la necessità per il cristiano di manifestare l’amore fraterno nei confronti dei più deboli, cosa che allora mi ha colpito e   mi  ha sempre accompagnato.

Sebastiano Di Mauro
01 settembre 2012

 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19,00

È dall’arrivo della salma, alle ore 12,30 di oggi sabato 1 settembre, che un flusso ininterrotto di persone (si stima oltre 6mila all’ora) sta porgendo l’ultimo saluto al Card. Martini in un clima raccolto di preghiera. Sarà possibile sostare davanti  all’Arcivescovo emerito di Milano fino alle ore 11.30 di lunedì 1 settembre: la cattedrale, per l’occasione, resterà aperta
anche la notte di sabato in una prolungata veglia di preghiera e canti a cura dell’Azione Cattolica.

 

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