Spento da oggi l’occhio elettronico sull’Area C di Milano: si attende decisione del Tar

La Giunta Pisapia, che aveva fatto dell’Area C uno dei punti programmatici più importanti, dopo aver introdotto la norma il 16 gennaio scorso per un periodo di prova di 18 mesi, ha dovuto fare marcia  indietro a seguito di un’ordinanza della Quinta Sezione del Consiglio di Stato, che ha riformato la sentenza del Tar della Lombardia, ravvisando un pericolo per l’interesse economico,  sospendendo cautelativamente il provvedimento e imponendo  quindi  di  spegnere le telecamere sull’Area C.

La “congestion charge” avviata da Pisapia ha avuto breve vita, nonostante l’intento era quello di ridurre il traffico del 20%, favorendo lo sviluppo  il  trasporto pubblico e incentivare le aree pedonali e piste ciclabili, al fine di migliorare la qualità dell’aria urbana delineata da una zona circolare di 8 Km nella Cerchia nei Bastioni, nella quale era possibile entrare muniti di veicolo solo pagando un pass di 5 euro.

Tante sono state le lamentele, sia dei privati cittadini, che dei commercianti interessati, tanto che il Comune ha dovuto adottare delle forme di gratuità, ma un’attività commerciale in particolare, la Mediolanum Parking Srl, con sede in Largo Corsia dei Servi, nel pieno centro di Milano,  proprio partendo da queste “regalie” concesse ai commercianti ha dato il via una vertenza giudiziaria, presentando un un ricorso che ha avuto il suo epilogo con l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha di fatto imposto lo stop forzato al Comune di Milano.

Ora, a seguito della sospensiva del Consiglio di Stato, che ha ribaltato la decisione del tribunale amministrativo della Lombardia, la pratica ritorna ai giudici ai sensi dell’articolo 55, comma 10, del Codice del processo amministrativo, per fissare la una sollecita udienza di merito, nella quale si  dovrà deciderà  se l’Area C dovrà essere definitivamente cancellata o riattivata. Ma in quanto ai tempi ma non c’è alcuna certezza, sicuramente almeno fino al 15 di settembre.

Il provvedimento della Giunta Milanese si ispirava alla Congestion Charge londinese, con l’obiettivo di rendere più vivibile la città, ma forse  soprattutto di accumulare risorse da investire nel servizio di trasporto pubblico, posto che la sua attivazione avrebbe portato nelle casse comunali circa 30 milioni di euro all’anno.

Da oggi pertanto le auto possono circolare liberamente in tutta l’area e già si pongono grossi interrogativi in merito  a chi ha pagato gli accessi nell’area e soprattutto a chi è stato sanzionato, per non aver rispettato l’ordinanza comunale, dovranno essere risarciti?

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, commenta così: “Prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato, peraltro del tutto provvisoria, ma sono convinto che le nostre ragioni prevarranno”, aggiungendo: “Abbiamo rispettato la volontà dei milanesi che con il referendum ci hanno indicato la via perchè Milano sia sempre più vivibile. Faremo di tutto per proseguire su questa strada.

Anche l’assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran sciorina i risultati affermano “Area C in sei mesi ha ridotto il traffico del 34% nel centro città. Oggi registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi”.

Non possiamo far altro che attendere i tempi della giustizia ed intanto i milanesi,  in questa estate rovente, possono scorazzare liberamente nel centro cittadino. In autunno si vedrà cosa decideranno i giudici in merito, ma se la Giunta soccombesse  nascerà il problema di dove reperire le risorse su cui si contava nel bilancio del Comune.
Una bella gatta da pelare per Pisapia, già alle prese nelle animate discussioni per il Registro delle Unioni Civili.

Sebastiano Di Mauro
26 luglio 2012

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