Marco Mori a Pisapia: attento, forse c’è una coalizione anti-registro delle unioni civili

Quest’anno ricorre il ventennale, era infatti  il  27 giugno 1992, quando Paolo Hutter celebrò il matrimonio civile tra coppie gay e lesbiche in Piazza Scala.
Oggi come allora Il Movimento lgbt cittadino e tutti i cittadini che credono nella laicità e  nell’occasione qualche settimana Marco Mori, presidente del CIG Arcigay Milano ha dichiarato: “il Sindaco, rispetto a tanti altri politici timorati, non ha paura a 20 giorni dalla visita del prof. Ratzinger di parlare di famiglia e diritti. E lo fa oggi ad un anno dal mega-concerto in Centrale e dopo i diversi battibecchi interni alla maggioranza dei mesi scorsi. Sarebbe bello che Milano, in occasione di una data importante che risale a un’era politica così lontana, riuscisse ad approvare il Registro delle Unioni civili entro il 27 giugno. nella parità torneranno in quella piazza per ricordare parte della storia di questa città e condannare il silenzio della politica ad ogni livello, mentre negli altri paesi europei avanza il progresso e la civiltà”.

Ma le cose non sono andate così, tanto che il 5 luglio Marco Mori, prende carta e penna e scrive al sindaco così: “Caro Sindaco, cari Assessori, cari Consiglieri, a seguito delle discussioni preliminari in merito alla Delibera sul Registro delle Unioni Civili non posso che esprimere il mio più sincero sdegno e quello della associazione che ho I’onore di presiedere, in merito alla qualità etica e politica delle argomentazioni filtrate dalla stampa e da addetti ai lavori e dall’esito attuale di tale delibera: I’ennesimo rinvio, distinguo e richieste di modificare una delibera già di per sé tiepida…….“.

Mori poi, in un altro passaggio della sua lunga lettera aggiunge: “Durante la campagna elettorale del 2011 con Arcigay Milano il movimento lgbt cittadino nella piattaforma “Milano Siamo anche noi” richiedeva che il registro non fbsse un mero atto simbolico ma uno strumento che potesse ‘guidare’ le azioni amministrative della città che amiamo nelle politiche relative alla casa, alla salute, ai servizi etc. Le intenzioni di alcuni assessori e di alcuni consiglieri a riguardo erano e sono tuttora chiare, ma non si capisce la ragione di questi continui ritardi, o meglio si capisce, ma non si puo piu giustificare questa indecenza. E aggiunge: “Se è vero che si adduce a una libertà di voto ‘secondo coscienza’ per alcuni appartenenti ad alcune aree culturali della maggioranza questo vuol dire che questa amministrazione non solo è di fronte a quel cortocircuito culturale che affligge la sinistra e la politica di questo Paese, ma vuol dire che siamo di fronte ad un chiaro comportamento scorretto di alcuni consiglieri che pestano i piedi per convinzioni morali personali, e di un comportamento scorretto di questa coalizione nei confronti degli elettori, tra cui molti degli iscritti ad Arcigay e appartenenti alla comunità lgbt milanese, il 10% almeno dell’intera popolazione cittadina”.

Poi conclude scrivendo: “provate a sostituire la parola omosessuali con la parola “ebrei” o con la parola “neri”,  provate a chiedervi che valore ha quindi il significato “libertà di coscienza” nelle vostre argomentazioni. Sappiate che è ancora è viva la memoria del pasticcio che una coalizione simile a livello nazionale ha combinato in occasione del PACS. Il Comune da un punto di vista amministrativo può fare poco, da un punto di vista politico puo fare molto. Ci si aspetta un vero segno di coerenza e cambiamento e un riscatto, seppur piccolo, rispetto ad un passato recente.
Quel tanto o poco che potete fare l’avete deciso voi con il programma elettorale che avete firmato. La vostra coscienza deve guardare a quel programma e a chi vi ha votato per applicarlo. Non sono ammesse altre giustificazioni”.

Ieri  Marco Mori si è rivolto ancora al Sindaco Pisapia dicendogli:“Pisapia attento, forse c’è una coalizione anti-registro tra PDL e cattolici PD. Lasciano perplessi le dichiarazione di esponenti del PDL e dell’area cattolica del PD in merito alla lettera di precisazione di AGEDO, CERTI DIRITTI, ARCIGAY MILANO, GUADO e NUOVA PROPOSTA, storiche associazioni lgbt e associazioni di credenti omosessuali, scritta a seguito di una lettera di una sedicente associazione di genitori di omosessuali al Sindaco Pisapia per esprimere contrarietà nei confronti del Registro delle unioni civili.
Il presidente di Arcigay ha anche precisato: “leggere su ‘IlGiornale’ che secondo Fanzago la nostra lettera è stata offensiva e fuori luogo dimostra che in questo Paese c’è qualcosa che non va. Fanzago a Milano come Bindi a livello nazionale rappresentano idee che non hanno niente a che fare con il progressismo (e forse con il pd, visti gli isterismi di questi giorni) e la cultura dei diritti, dicono cose faziose sulla Costituzione in riferimento al significato di famiglia, le stesse cose dette anche in questa occasione dagli esponenti del PDL. Il sospetto è che a questo punto si sia sviluppata una coesa coalizione antiregistro e antigay che difende anche chi promuove le terapie riparative (preghiere e penitenze!) per guarire gli omosessuali dall’omosessualità.

Il sindaco Pisapia ora si trova tra l’incudine ed il martello, da un lato deve dare una risposta concreta  al suo programma elettorale, nel quale rientrava questo tema, dall’altro deve mantenere l’equilibrio della sua giunta per evitare pericolose spaccature nella maggioranza.

 

Sebastiano Di Mauro
21 luglio 2012

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