Il cardinale Carlo Maria Martini celebra i sessant’anni di sacerdozio

L’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola e tutta la Chiesa ambrosiana si stringono al cardinale Martini per esprimere affetto e riconoscenza per il lungo ministero sacerdotale, in particolare per quello speso come pastore della Chiesa di Milano.
Carlo Maria Martini, venne ordinato sacerdote il 13 luglio 1952 a Chieri in provincia di Torino, ora per il suo 60° anniversario di sacerdozio monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano, che fu segretario di Martini dal 10 febbraio 1980 quando fece il suo ingresso a Milano come nuovo Arcivescovo, esprime a none di tutti gli auguri devoti in una lettera che riportiamo integralmente:
Eminenza,
recentemente Ella ha ricordato i 60 anni trascorsi dalla sua ordinazione presbiterale, avvenuta il 13 luglio 1952. In occasione di questa ricorrenza penso di interpretare il pensiero di tutti se, sfidando la sua proverbiale riservatezza, le dico che le vogliamo sempre molto bene. Suscita commossa gratitudine pensare che ben ventidue anni del suo lungo ministero sacerdotale Ella li ha vissuti a Milano, come Vescovo e Pastore: anni di tale intensità umana e spirituale, da fissarsi indelebilmente nel cuore di ogni milanese.

Ho conservato una sua lettera, del 26 febbraio u.s., nella quale Lei ha risposto così ad un giovane che Le chiedeva se avesse paura del silenzio in questa particolare fase della vita: “Non ho paura del silenzio. Mi vado chiedendo tuttavia cosa voglia dirmi il Signore con questa crescente difficoltà che da un lato sto combattendo, dall’altro sto accettando. Invoco il patrocinio di Papa Wojtyla, perché il suo gesto più umano fu quello di battere il pugno sul tavolo quel giorno in cui ebbe l’evidenza di non poter più comunicare a voce con la gente. Lui sa quanto sia faticoso non poter esprimere verbalmente ciò che si ha nel cuore. Sono ancora, quindi, in viaggio e come ogni viaggio vedo e sperimento cose nuove. Sento che si tratta di una condizione che apre a orizzonti misteriosi“.
Eminenza, in questo viaggio Lei non è solo: moltissimi preti, religiose, religiosi e semplici fedeli La ricordano con affetto nella preghiera di ogni giorno. La ricorda con stima e riconoscenza anche quella parte della società civile con la quale Lei ha saputo mirabilmente dialogare, aiutando tutti a riconoscere il non credente e il credente presenti nel cuore di ogni persona. Tutti le siamo debitori perché ci ha insegnato che è possibile ascoltare – anche nel frastuono della nostra metropoli – la Parola di Dio.
L’augurio è che per Lei sia possibile trovare la forza, i tempi e le modalità per comunicare ancora a lungo con la chiesa e con il mondo.
Grazie Eminenza, e moltissimi auguri. Monsignor Erminio De Scalzi Vescovo ausiliare di Milano

Redazione
14 luglio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook