Formigoni si difende e attacca i giornali, ma nuove elezioni sono sempre più vicine

Formigoni attacca i giornalisti, perchè secondo lui utilizzerebbero impropriamente stralci di interrogatori, che dovrebbero essere ancora segretati, allo scopo di far capitolare la sua giunta. In proposito ha affermato: <<Vedo che alcuni giornali e tv insistono nel sostenere senza prove che sarei indagato, talvolta citando loro anonimi informatori. Ribadisco per il secondo giorno: non ho ricevuto alcun avviso di garanzia>>. Poi Formigoni aggiunge: <<Escano dunque dall’anonimato questi giornali, citino le loro fonti, se ne hanno, prendano atto che non sono la bocca della verità e non possono essere creduti solo perché lo dicono loro>>.

Formigoni dichiara di essere fiducioso nella giustizia ed attendere serenamente che la Procura di Milano proceda nelle indagini,  nel frattempo continuerà a impegnarsi a favore dei cittadini lombardi.

Intanto da via Bellerio, sede di Lega Nord, al termine del Consiglio federale, Stefano Galli, capogruppo di Regione Lombardia e il vicepresidente regionale Andrea Gibelli, fanno sapere che si pensa di abbinare le regionali alle politiche del 2013, perchè è difficile supporre che si possa continuare fino al 2015. Comunque sarà il congresso a decidere le alleanze con cui correre alle eventuali elezioni.

In particolare il vicepresidente di Regione Lombardia Gibelli ha spiegato ai giornalisti la posizione che assumerà il Carroccio, dicendo: <<Nessuno ha detto di far saltare le alleanze, deciderà il congresso. Stiamo facendo una serie di valutazioni di carattere politico anche in ragione della campagna elettorale del 2013. In ogni caso non facciamo decidere ai giornali chi governa la Regione Lombardia e non sconfessiamo nulla di quello che è stato fatto>>.

Una cosa è certa all’interno della giunta lombarda c’è grande fermento e si fanno già grandi manovre in vista delle nuove consultazioni elettorali, che sembrano sempre più vicini alla luce dei guai giuidiziari che hanno investito diversi suoi rappresentanti e che ora stanno toccando da vicino il suo presidente.

Sebastiano Di Mauro
25 giugno 2012

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