Parole in Nota 2011

di Nicoletta Geron

Lo scrittore Aldo Nove chiude il ciclo di conversazioni – lunedì 9 maggio, ore 18,  Casa Verdi  Milano
Aldo Nove ha una identità fittizia (si chiama Antonio Centanin), una laurea in filosofia morale  e una partenza letteraria bruciante e urticante: con il libro pulp Woobinda – originale e violenta raccolta di storie efferate – nel 1996 scala le classifiche, accende polemiche, trova immediata ospitalità negli scaffali degli scrittori “cannibali”  (Ammaniti, Brizzi, Scarpa, Santacroce …), quelli che si ispirano alla “Cronaca vera”, per intenderci. Negli anni, Nove ha mantenuto una spudoratezza di scrittura che sempre affascina. Il suo recente La vita oscena (Einaudi Stile Libero, 2010) da qualche mese occupa critici letterari, terzepagine dei quotidiani, spazi nelle librerie.

E’ un viaggio nell’abisso, tra droghe e irrefrenabile desiderio sessuale, atteggiamenti compulsivi “che ricalcano il meccanismo dell’attesa e del consumo che riempie le nostre esistenze. Una specie di morte in vita da cui però, imprevista, affiora la rinascita”. Nove è anche l’autore del racconto Si parla troppo di silenzio. Un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver, un confronto tra due delle personalità più eminenti della cultura americana del Novecento, tanto distanti eppure accomunate dal forte senso della sospensione, della magia del silenzio.

 

Sospensione, silenzio, pausa, tutti termini che conducono verso l’argomento musicale che ci riguarda più da vicino. Il compositore Fabio Vacchi ha messo in musica (2008) la sua raccolta di testi sul precariato Mi chiamo Roberta, e ha utilizzato uno scritto appositamente concepito da Nove per il suo melologo Parla Persefone (2009), entrambi  i lavori presentati alla Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Aldo Nove saprà dunque indicarci nel corso dell’ultima conversazione del ciclo di Parole in nota le assonanze tra la scrittura e la musica contemporanee, entrambe, a volte, frammentate, rumorose, ancorate al “suono della vita”, ci dirà che musica ascolta uno scrittore del nuovo millennio, racconterà dell’influenza che ha esercitato su di lui l’ascolto di John Cage e non solo.

A Parole in nota si parlerà anche della nostra città, anzi di Milano che non è Milano, come titola il libro che Aldo Nove ha scritto qualche anno fa (Laterza, 2008). Una città che “per conoscerla, bisogna avere la pazienza di ascoltarla. Con lo stetoscopio. Bisogna saperla sentire. Diceva Nietzsche che la vitalità non trae giovamento dalla storia. Chi vive, se vuole andare avanti, deve dimenticare. E Milano si dimentica, si trasforma. Per sopravvivere a se stessa.”

Alle ore 19  – dopo l’incontro – è possibile fare una visita guidata alla cripta e alla sezione museale di Casa Verdi dove sono custoditi oggetti personali, arredi, e collezioni d’arte appartenuti al Maestro.

L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti.

 

Casa di Riposo per Musicisti

Fondazione Giuseppe Verdi

Piazza Buonarroti 29 – Milano – www.casaverdi.org

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook