Ancora controlli antievasione a Milano

Gli uomini dell’Agenzia delle Entrate sono tornati a Milano, dopo esserci stati lo scorso 29 gennaio, per un altro giro di vite sull’evasione fiscale, setacciando i locali nei luoghi classici della movida milanese, come Corso Como, Brera, Colonne di San Lorenzo, Ticinese e Navigli. Questa volta ad  affiancare le fiamme gialle anche gli ispettori Siae, oltre alla Polizia locale con 50 agenti, che hanno controllato diverse auto di grossa cilindrata intestate a persone i cui redditi sono tali da non poter fare questi acquisti di lusso.

Nella notte del sabato sera le verifiche sono scattate per  locali e discoteche, molte delle quali sono risultate associazioni private e circoli, per risparmiare sui diritti Siae, come ha spiegato il responsabile lombardo della Società degli autori ed editori, Gennaro Milzi, che ha anche precisato  come quasi nessuno tra  dj  è stato trovato  in possesso della  prevista autorizzazione per riprodurre i brani originali degli autori. Dalle prime indiscrezioni i dati raccolti vengono ritenuti molto interessanti, e viene assicurato che saranno oggetto di verifiche successive, con confronti non solo con i guadagni delle settimane precedenti, ma anche con gli anni passati.

Intanto i commercianti milanesi, pur non contestando il merito dell’operazione, sono perplessi su questo tipo di operazioni che potrebbe scoraggiare gli avventori, con gravi perdite sull’economia del settore, con conseguenti rischi  per i posti di lavoro. Viene messa in discussione la strategia dei controlli dell’Agenzia delle entrate, perchè come spiega Alfredo Zini, vicepresidente dell’Epam – l’Associazione pubblici esercizi – “se uno è stato controllato una settimana prima, certo non evade una seconda volta; se , invece, è risultato regolare, perché tornare a controllarlo?” Secondo Zini sarebbe meglio controllare più locali e sempre diversi.

Una cosa appare certa ed è quella che questo governo ha dichiarato querra agli evasori, non solo per risanare i conti ma anche per far cambiare radicalmente mentalità agli italiani. Una guerra che nella carta era stata dichiarata tante volte dai governi precedenti, ma questa volta pare si faccia sul serio.

Sebastiano Di Mauro

2 aprile 2012

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