Ancora un fantastico appuntamento con la musica: Zion80, guidato dal chitarrista Jon Madof al Manzoni di Milano

Ancora un fantastico appuntamento con la musica: Zion80, guidato dal chitarrista Jon Madof al Manzoni di Milano

Zion80Dopo la splendida ed impareggiabile performance di domenica 8 febbraio, in cui il duo Kimmo Pohjonen & Eric Echampard hanno letteralmente mandato in estasi il pubblico con la loro musica originale dalla quale si traevano emozioni profonde che riportavano la mente all’interno di mondi passati, di ritmi tribali fino a trascinarti e sentire il respiro della madre terra, ora per la rassegna “Aperitivo in Concerto”, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), arriva un altro appuntamento per domenica 15 febbraio ore 11.00 per un altra data unica in Italia, dove il pubblico, appassionato di questo genere, avrà modo di ascoltare

La musica di John Zorn, riletta da un gruppo sensazionale, ZION80, Shlomo Carlebach meets Fela Kuti.

Zion80, guidato dal chitarrista Jon Madof, presenta uno dei più spettacolari gruppi musicali della nuova scena newyorkese, ideato e guidato da Madof (acclamato strumentista, già leader del gruppo Rashanim), Zion80 (il nome allude al gruppo Egypt80, guidato da Fela Anikulapo Kuti) è un eccezionale gruppo strumentale che rilegge la tradizione musicale ebraica attraverso l’ottica dell’Afrobeat più complesso e politicizzato, così come forgiato dallo stesso Fela Kuti. Il gruppo è formato da alcuni fra i più apprezzati strumentisti della nuova scena newyorkese, eminentemente legata al genio di John Zorn. Una vera orchestra di virtuosi: da Frank London (stella dei Klezmatics, già più volte presentatosi al Teatro Manzoni) a Matt Darriau (anch’egli ospitato ad Aperitivo in Concerto, sia come leader del suo gruppo che come solista dei Klezmatics); da Shanir Blumenkranz (eccezionale bassista, più volte presentatosi ad Aperitivo in Concerto a fianco di John Zorn e di Cyro Baptista, così come leader del suo gruppo Abraxas) a Greg Wall (straordinario sassofonista, già co-leader di gruppi come Hasid New Wave e Later Prophets); da Jessica Lurie (sassofonista virtuosa, leader in proprio e collaboratrice di artisti come Marc Ribot, Wayne Horvitz, Nels Cline, Vinicio Capossela ed altri ancora) a Zach Mayer (superbo baritonista e solista, membro anche della Oy Vey Family Band); da Yoshie Fruchter (chitarrista e bassista, leader del gruppo Pitom e collaboratore di artisti quali John Zorn, Cyro Baptista, Frank London, David Krakauer, SoCalled, Matisyahu) a Brian Marsella (tastierista già nei gruppi di Cyro Baptista, collaboratore di Billy Martin, G. Calvin Weston, Marshall Allen, Odean Pope, Dave Fuszinski, Anat Cohen, Byard Lancaster, Jamaladeen Tacuma, Matisyahu, Trevor Dunn, Mary Halvorson, Briggan Kraus, Romero Lubambo, D.J. Logic, Taylor McFerrin, George Garzone e molti altri); da Marlon Sobol (allievo di Bobby Sanabria e Charlie Persip, collaboratore di Richie Havens, David Amram e Matisyahu, fra i tanti) a Yuval Lion (eccezionale batterista israeliano, attualmente collaboratore del notissimo gruppo Cibo Matto e già a fianco di artisti come Chrissie Hynde, Sharon Jones and the Dap Kings, Trixie Whitley, Meshell Ndgeocello, Chocolate Genius, Lionel Loueke,Marc Ribot, John Zorn, Hyndi Zahra).

Madof offre con Zion80 un altro illuminante esempio di quella che viene denominata Afro-Semitic Experience: il fervore estatico delle musiche di John Zorn (del quale viene anche presentato il ventiduesimo capitolo della serie “Book of Angels”: Adramelech), come quelle di un rabbino supremo musicista quale Shlomo Carlebach, si fonde all’estasi ritmica della cultura africana esemplificata dall’Afrobeat di Fela Kuti.

Due modi simili e dissimili di affrontare le ingiustizie della società odierna per lanciare dei messaggi che chiedono dialogo e cambiamento, che guardano all’alterità come un possibile plusvalore. Musica d’intensità bruciante, di disinibita spettacolarità, di una esuberante teatralità che si sintetizza in un mettersi a nudo che può essere teatralmente affascinante quanto esulcerante.

Ancora una volta il mondo africano s’incrocia con il mondo ebraico: le due grandi, tragiche Diaspore trovano una comune gioia di vivere che s’arricchisce delle passate sofferenze e vi trova motivo per costruire assieme la speranza di una speranza per il futuro dell’intera umanità.

 

Sebastiano Di Mauro
13 febbraio 2015

 

Aperitivo in Concerto – Teatro Manzoni
Prevendita:
Biglietto intero € 12 + € 1 prev.
Ridotto giovani € 8 + € 1 prev.
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Online
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