Giovane sfregiato con l’acido: perquisizione a casa di un amico di Martina, che ora è indagato per favoreggiamento

Giovane sfregiato con l’acido: perquisizione a casa di un amico di Martina, che ora è indagato per favoreggiamento

Giovane sfregiato acido-indagato per favoreggiamento un amico di martinaMILANO – Martina Levato, dopo l’aggressione al suo ex fidanzato, per la quale si trova detenuta in carcere, si recò nell’abitazione di un amico ed il giovane ora, dopo che il magistrato ha disposto la perquisizione domiciliare eseguita dagli investigatori, è stato indagato per favoreggiamento. Gli inquirenti stanno cercando di capire quale sia stato il suo grado di coinvolgimento nell’aver aiutato Martina Levato e Alexander Boettcher che oramai è una cosa assodata e provata agli atti processuali.

Si tratterebbe di un giovane amico della studentessa bocconiana e del broker immobiliareAlexander Boettcher, entrambi arrestati lo scorso 28 dicembre per aver aggredito con con dell’ acido muriatico il 22enne Pietro Barbini a Milano.

La perquisizione, cosiddetta “perquisizione presso terzi”  e i contestuali sequestri, disposti dal pm di Milano Marcello Musso che coordina le indagini con l’aggiunto Alberto Nobili, sono stati effettuati lo scorso venerdì.

Insomma un atto urgente che segue le perquisizioni e i sequestri di venerdì 30 gennaio nella casa del 32enne.  A dare il via a queste ultime indagini ha contribuito, non poco, un video di una telecamera di sorveglianza, installata in via Giulio Carcano, nel quale si vedeva un ragazzo con un giubbotto giallo che scappava nel lato opposto a quello dove pochi attimi prima era avvenuta l’aggressione a Pietro Barbini.

La posiszione giuridica di questo giovane, secondo la Procura della Repubblica è quella complice a tutti gli effetti di Martina Levato e Alex Boettcher. Il suo nome è Andrea Magnani, 32 anni, bancario, arrestato alla fine di un lunghissimo interrogatorio alle tre del mattino. Il fermo è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica Marcello Musso per concorso in lesioni gravissime ai danni dello studente di economia a Boston, il 22enne Pietro Barbini.

Il pm Musso e l’aggiunto Alberto Nobili hanno chiesto la convalida del fermo su cui dovrà decidere , dopo l’interrogatorio di garanzia di domani, il gip Giuseppe Gennari. Gli investigatori nel corso delle perquisizioni di venerdì scorso, avrebbero trovato una parrucca e degli indumenti per travisarsi, che sarebbero stati forniti dalla coppia Boettcher/Levato in un internet point di via Meda 17, da dove Boettcher avrebbe telefonato a Pietro Barbini per attirarlo in via Giulio Carcano, luogo dell’aggressione fatale.

Al momento il 32enne  è detenuto nel carcere di Opera sotto stretta sorveglianza. Nel provvedimento di fermo viene evidenziato che ha già inquinato le prove e potrebbe farlo ancora. Ma vi è anche il pericolo di fuga in Bielorussia, perché ha come moglie un donna del posto e potrebbe fornigli appoggi per sfuggire agli investigatori.

Tutto lascia pemsare che si tratti di tre complici per due aggressioni. Alex Boettcher e Martina Levato non erano soli né lo scorso 28 dicembre in occasione dell’aggrasione a Pietro Barbini, nè quando il 15 novembre hanno riservato lo stesso trattamento a Giuliano Carparelli, che si è salvato riparandosi con l’ombrello. Magnani agli investigatori, nella sua confessione alle 2 e mezza di notte, afferma “Ero succube di Boettcher, mio compagno di allenamenti in palestra”. Un trentenne dal fascino diabolico, seduttivo al punto tale che due guardie carcerarie due settimane fa si sono presentate dal pm Marcello Musso sostenendo l’innocenza del giovane.

Magnani aggiunge: “Quando sono uscito di casa sono stato attirato immediatamente dallo sguardo della ragazza, che non appena mi ha visto ha mostrato di avermi riconosciuto e subito dopo ha aperto un contenitore che sono certo essere quello che viene utilizzato per miscelare/shekerare le proteine assunte dai frequentatori di palestre”.

A completare il quadro manca ancora un tassello, perchè pare che anche l’aggressione del 1 novembre scorso ai danni di Stefano Savi, studente della Bocconi, finito anche lui al reparto grandi ustionati del Niguarda in condizioni drammatiche, per lesioni procurate da acido, abbia la stessa matrice e addirittura pare vi possa essere stato un errore nell’aggredire Savi, perchè questi somiglia a Carparelli come una goccia d’acqua e allora nulla di più facile che si sia verificato un tragico scambio di persona.

Sebastiano Di Mauro
4 febbraio 2015

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