Walter Bonatti, “Fotografie Dai Grandi Spazi”

Walter Bonatti, “Fotografie Dai Grandi Spazi”

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Walter Bonatti fu il pioniere dell’alpinismo italiano, esploratore, fotografo, giornalista e scrittore, ma soprattutto testimone in prima persona di esperienze incredibili. Protagonista di racconti straordinari che hanno fatto entrare nella storia un uomo leggendario che appena tre anni fa ci ha lasciato.

 In suo ricordo, Milano ha allestito una mostra fotografica al Palazzo della Ragione: Walter Bonatti – Fotografie Dai Grandi Spazi.

Un’esposizione emozionante che celebra le imprese di un grande uomo con l’ausilio di video e documenti inediti ripercorrendo la sua vita viaggio dopo viaggio.

 Una vita divisa in due: la prima come alpinista ai limiti dell’umano, la seconda come esploratore dei luoghi più impervi del pianeta.

La sua carriera da scalatore, iniziata a soli sedici anni, partì dalle cime prealpine Lombarde, poi il Monte Bianco, il Cervino e continuando alla conquista delle vette più impervie del mondo tra cui il K2.

Per lui la montagna era l’essenza della vita, un’amica, la ascoltava, con lei trovava la pace interiore.

A trentacinque anni Bonatti lascia il mondo dell’alpinismo estremo e comincia girare il mondo come inviato del settimanale Epoca.

Le foto e i racconti delle sue esplorazioni descritti nei suoi libri hanno fatto sognare intere generazioni.

Le imprese di Bonatti riempirono le pagine dei giornali che lo acclamanvano al pari di un supereroe. Ci insegnarono la vera essenza dell’avventura: lasciare la civiltà, trovare la libertà e diventare responsabile della propria vita.

 Un’esistenza piena ed estrema nella costante ricerca di se stesso tramite la solitudine, una ricerca principalmente intima e spirituale per capire il senso primordiale dell’esser uomo.

“Esploratore non solo del mondo ma anche del proprio io interiore” dichiarava.

Amava mettersi alla prova superando ogni volta i propri limiti, accumulare esperienze e ricordi, Aggredisce la vita sempre a caccia di emozioni.

Walter Bonatti fu un uomo simbolo dell’Italia del dopoguerra, un grande sognatore che fin da piccolo fantasticava guardando dalla sua casa di Bergamo il profilo di quelle montagne che divennero la sua ragione di vita.

L’esposizione sarà allestita fino all’8 marzo 2015, un’occasione per conoscere o ricordare la storia di un uomo immenso come le sue montagne.

Paolo Casati

12 gennaio 2015

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