Caso Azzollini: protesta dei Sindacati di Polizia contro sindaco Pisapia

Da un po’ di giorni si è abbattuta una nuova bufera sulla Giunta milanese di Giuliano Pisapia, dopo la nomina a capo di gabinetto del vicesindaco Maria Grazia Guida, di Maurizio Azzollini, un  ex protagonista della lotta armata in Italia, ritratto di spalle nella storica foto, mentre spara durarante una manifestazione a Milano il 14 maggio del 1977, nella quale perse la vita il vice brigadiere di polizia Antonino Custra.

Per la cronaca va pure precisato che quella manifestazione era stata organizzata dalla sinistra extraparlamentare per protestare contro l’uccisione di Giorgiana Masi, avvenuta a Roma e che nella circostanza,  l’ex terrorista aveva sparato, senza colpire nessuno.

Ad alimentare la contestazione il rifiuto del presidente del consiglio comunale di Milano Basilio Rizzo di osservare almeno un minuto di silenzio in memoria di Antonio Custra, ucciso dal commando di terroristi di cui faceva parte Maurizio Azzollini, proposta dal consigliere comunale Carmine Abagnale, un  ex  poliziotto eletto nelle fila del pdl.

Così i  sindacati di Polizia S.A.P – UGL Polizia di Stato, CO.I.S.P  e il Sappe, Sindacato di Polizia Penitenziaria avevano annunciato una manifestazione di protesta per giovedì 1 marzo davanti a Palazzo Marino chiedendo al sindaco Pisapia di rimuovere dalla carica Azzolini. Manifestazione che si è svolta regolarmente nel pomeriggio con una massiccia partecipazione di appartenenti alle forze dell’ordine, ma anche di tanti  rappresentanti di numerose associazioni e  privati cittadini.  il Segretario Generale del COISP Franco Maccari,  ha dichirato:“Abbiamo manifestato contro un atto politico che consideriamo non illegittimo o illegale, ma assolutamente inopportuno”, aggiungendo: “Non possiamo accettare  che un personaggio fotografato mentre sparava contro le Forze dell’Ordine, venga messo ai vertici di un’istituzione democratica. Qui non si tratta di reinserimento sociale. Anche un pedofilo che ha scontato la sua pena ha diritto a lavorare e a rifarsi una vita dignitosa, ma nessuno lo vorrebbe ‘reinserito’ nell’asilo frequentato dai propri figli!”.

Dal canto suo Pisapia e diversi apparteneneti alla giunta milanese difendono la scelta della nomina di Azzollini e in particolare il Sindaco già nei giorni scorsi aveva detto:  “Era minorenne all’epoca dei fatti, ha espiato la sua pena e oggi può ricoprire incarichi di responsabilità. Credo che sia un principio costituzionale quello del reinserimento dei condannati, un principio costituzionale che non bisogna esaltare solo a parole, ma anche nei fatti”. Ma dopo un primo momento in cui era sembrato che non volesse dialogare con i rappresentanti dei sindacati di Polizia, che hanno parlato sottolineato il suo rifiuto di riceverli, questa sera però Pisapia, sia pure abbia dribblato l’incontro, ha detto: “Sono assolutamente disponibile a incontrare i rappresentanti dei sindacati della Polizia di Stato. Lo sono stato in passato e naturalmente lo sono anche adesso. Penso che un incontro, per essere proficuo, debba però riguardare la totalità delle sigle sindacali che rappresentano gli agenti della polizia di Stato e non solo una parte di esse. In questo modo si potranno affrontare in modo completo tutte le problematiche di cui si sta discutendo in questi giorni”.

Presenti in piazza della Scala, sotto la sede della Giunta di Palazzo Marino, anche alcuni famigliari delle vittime del terrorismo, tra cui Giovanni Berardi, figlio del maresciallo di polizia Rosario Berardi, assassinato dalle Brigate Rosse. La vedova di Antonio Custra, non presente alla manifestazione, aveva dichiarato nei giorni scorsi: “Non è vero che non importa. Che è tutto passato e che tutto si può fare in nome del diritto all’oblio”.
 
Come capita in questi casi  diverse sono i punti di vista  e l’opinione pubblica si spacca, c’è chi, come i sindacati di Polizia, vede una grande attualità nel fatto avvenuto negli anni di piombo, guardando ad esempio a quanto sta avvenendo in Val di Susa. A tal proposito sempre Maccari del Coisp ha dichiarato: “Ci manca soltanto che qualcuno dei militanti No-Tav decida di ammazzare un poliziotto con la speranza, in futuro, di meritarsi un posto da assessore o da dirigente comunale!”.

C’è invece chi, come Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero, parla di un  centrodestra smemorato, perchè ricorda che chi attacca a testa bassa Maurizio Azzolini, dimentica  di guardare tra le fila del Pdl, come in quelle delle vecchie leve di Alleanza Nazionale, gli ex aennini e azzurri, dove avrebbero trovato facilmente il nome di Pasquale, detto Lino Guaglianone, condannato in primo grado nel 1991 con l’accusa di compiere atti di violenza con fini di terrorismo e di eversione dell’ordine costituzionale, ex tesoriere dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), ora nel consiglio di amministrazione di Ferrovie Nord Milano, società pubblica gestita al 57% dalla regione Lombardia, e presidente del collegio sindacale di Fiera Congressi Milano, altra partecipata lombarda.

Belpietro precisava anche: “Strano che non se lo ricordi l’ex vicesindaco Riccardo De Corato che definisce inaccettabile l’incarico di Azzolini”,  Eppure – ha aggiunto Belpietro – l’attuale consigliere comunale pidiellino per tanti anni ha militato nello stesso partito di Guaglianone. Prima nel Movimento Sociale Italiano, poi in Alleanza Nazionale, insieme con Ignazio La Russa, che era un vecchio compagno di Guaglianone negli anni d’oro di piazza San Babila”. Per la cronaca ricordiamo che le vittime dei Nar, per la giustizia italiana responsabili di 33 omicidi come pure della strage di Bologna, dove persero la vita 85 persone, che ancor oggi vi sono molti aspetti non chiariti,  e dove furono condannati i fondatori dei nuclei Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.

la manifestazione si è conclusa in via de Amicis angolo via Ausonio, davanti alla targa che ricorda il luogo in cui, il 14 maggio del 1977, venne ucciso Giuseppe Custra, dove è stata deposta una corona di fiori. Ma la polemica è sicuramente destinata ad andare avanti e sicuramente ne parleremo ancora.

Sebastiano Di Mauro

2 marzo 2012

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