L’inno della Lombardia, presentato nell’aula del Consiglio regionale

L’inno della Lombardia, presentato nell’aula del Consiglio regionale

inno della Lombardia, presentato nell'aula del Consiglio regionaleMILANO – Lunedì scorso è stato presentato in anteprima, nell’aula del Consiglio regionale, l’inno della Lombardia composto da Mario Lavezzi e Giulio Rapetti, in arte Mogol. La canzonesi intitola ‘Lombardia, Lombardia’, e alla redazione del testo ha partecipato anche il cantente Mango, recentemente scomparso.

Mogol durante la conferenza stampa di presentazione ha detto: “L’ho scritto col cuore, l’ho scritto per la mia regione, pensando alla mia infanzia. Io scrivo della mia vita e delle vite che ho visto. Io faccio cronaca”. A chi gli ha chiesto se l’inno, fortemente voluto dal presidente della Regione Roberto Maroni, fosse “di parte”, Mogol ha replicato: “E’ un omaggio alla mia terra e non è un inno di parte. L’avrei fatto anche con un presidente di Regione di centro o di sinistra. Spero che piacerà”

Questo il testo dell’inno composto da Lavezzi e Mogol:
Questa storia è quella di un bambino che diceva sempre sì entusiasta di ogni cosa: era un mondo che poi finì. Mi ricordo la città, la mia Milano, senza odio per nessuno, e la gente silenziosa nella chiesa a pregare tutti uniti come uno. Io da qui non vado via. Lombardia, Lombardia grande terra mia. Terra piana e montana. Gente forte che e’ operosa, generosa senza una bugia. Ti da’ il cuore, parla poco, ma dice quel che è. Tutto il mondo chiuso in una via. Il suo nome: ‘buona volontà”. Una strada di periferia di chi accetta e ti rida’. Di chi ha poco e resta fiducioso che poi in meglio cambiera’. Di chi lavora e vive con poesia. E se anche vado via. Lombardia, Lombardia grande terra mia. Orgogliosa, laboriosa, piena di energia, gente onesta la lombarda. Fidati perché ha un gran cuore, pensa in grande ma resta quel che è Lombardia, Lombardia grande terra mia. Terra piana e montana. Gente forte che è operosa, generosa, senza una bugia. Ha un gran cuore, pensa a tutti e stringe tutti a sé“.

Al termine della presentazione, oltre agli applausi si sono levate polemiche tra il Movimento 5 Stelle e il presidente dell’aula lombarda Cattaneo. Descrivendo l’inno, infatti, Cattaneo aveva parlato di un testo che si può “canticchiare nelle strade, dalle donne mentre battono i panni, dai nostri giovani nelle piazze”. Il capogruppo M5S, Andrea Fiasconaro, ha attaccato Cattaneo dicendo che si tratta di “una concezione ottocentesca della donna”.

Redazione Milano
24 dicembre 2014

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