Segantini: panteismo misticamente laico a Palazzo Reale

Segantini: panteismo misticamente laico a Palazzo Reale

01-bottom“Non cercai mai un Dio fuori da me stesso, persuaso che Dio è in noi; non cercai altra felicità all’infuori di quella della conoscenza”. E dalle sue prime opere infatti, ancora studente all’Accademia di Brera iniziata nel 1874, Segantini viene subito notato, perché, pur non discostandosi troppo dai dettami accademici dell’epoca, cerca tuttavia soluzioni personali. Infonde da subito un tremito personale alle sue tele che anima tutti i più piccoli accessori e segni casuali; cosi l’osservatore sente da subito la vita ovunque, fusa in una sua tela, percepire quel panteismo laico che colpisce nella sua opera. Per il pittore nato nel 1858 nel trentino allora austriaco, e arrivato a Milano a 11 anni dopo aver perso entrambi i genitori, l’arte moderna infatti, nata nell’era della luce elettrica che cambia il rapporto tra luce ed ombra, deve dare sensazioni nuove oltre quelle del naturalismo e simbolismo, le due principali correnti dell’epoca. È questa ricerca che lo spinge ad una sperimentazione continua, tra cromia e materia, come nel gioco tattile delle trasparenze stratificate; o più tardi nell’uso delle pennellate divise (divisionismo), capaci di produrre più luminosità perché suggeriscono la vibrazione della luce. La scelta della materia quindi, è determinante per le opere di Segantini. Ma essa è da ripensare, da ricostruire perché possa dare più emozioni e non solo per tradurre semplicemente in visibile; la tecnica, in continua ridefinizione e con una messa a fuoco a tratti fotografica, è un mezzo da adeguare all’esigenza espressiva.

La retrospettiva che porta per la prima volta a Milano oltre 120 opere da importanti musei e collezioni europee e statunitensi, illustra il percorso artistico dell’artista, dal periodo lombardo a quello svizzero, fino alla morte avvenuta tra le sue amate montagne quasi che, tra quelle altezze nude e solitarie, lui, il pittore della montagna, abbia infine trovato la patria che cercava. Procede per sezioni : il Ritratto; il Periodo milanese e il suo rapporto con Milano, durato per la vita, (ritratto della signora Viollier, o scorci sul naviglio); la Natura morta, cui Segantini toglie l’idea di caducità; Vita nei campi, dove l’armonia è ricercata perfino nelle pecore, tanto che, scriverà di non amare quelle bastarde per le loro parti discordanti. Fra le opere presenti ricordiamo : l’Ultima fatica del giorno, ll coro di Sant’Antonio, l’ Angelo della vita, Alla Stanga, Ave Maria a trasbordo, e tutta una serie di disegni che colmano il vuoto dei quadri venduti e costituiscono un laboratorio formale. Chiude la mostra, la sezione dedicata al tema della maternità , tema caro a Segantini segnato dal lutto materno e poi paterno già da piccolo (Le due madri).

La mostra è visibile dal 18 settembre 2014 al 18 gennaio 2015, a Milano, a Palazzo Reale. È prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e Skira editore, in collaborazione con Fondazione Antonio Mazzotta. Per il forte legame artistico che il pittore ebbe con Milano, si inserisce nel palinsesto culturale dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all’identità europea della nostra città che si prepara a presentarsi al mondo: Milano Cuore d’Europa.

Dal 18 settembre 2014 al 18 gennaio 2015
Palazzo Reale, Piazza Duomo, 12 – 20121 Milano
Orari
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Venerdì: 09.30-19.30
Giovedì e Sabato: 09.30-22.30
Domenica: 09.30-21.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Orari festività
Mercoledì 24 dicembre: 9.30 – 14.30
Giovedì 25 dicembre: 14.30 – 18.30
Venerdì 26 dicembre: 9.30 – 19.30
Mercoledì 31 dicembre: 9.30 – 14.30
Giovedì 1° gennaio: 14.30 – 22.30
Lunedì 5 gennaio: 9.30 – 19.30
Martedì 6 gennaio: 9.30-19.30

Raffaella Roversi
21 dicembre 2014

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