“Brutto” di Marius von Mayenburg. Uno spettacolo più che bello!

“Brutto” di Marius von Mayenburg. Uno spettacolo più che bello!

Marius-Von-Mayenburg-Brutto-Si è da poco concluso sul palco Teatro Filodrammatici di Milano “Brutto” di Marius von Mayenburg, spettacolo diretto da Bruno Fornasari, con Tommaso Amadio, Mirko Ciotta, Michele Radice, Cinzia Spanò, che ha visto la produzione di Teatro Filodrammatici.

Questo spettacolo, a dispetto del nome è bello, anzi bellissimo, un ottimo spettacolo, che il suo autore ha saputo tessere in una intelligente e sagace satira, lontana dai luoghi comuni, ma rifacendosi alla tendenza dell’attuale società, dove regna la cultura dell’apparire, più di quella dell’essere.

Una società con scarsi valori, dove trovano spazio tronisti, veline, velone, e chi non può arrivare alla televisione riempie le pagine sei social di selfie, a volte perfino volgari, con espressioni civettuole e di valore culturale uguale a zero.

E’ proprio in questo contesto che si sviluppa la storia di Lette, ingegnere e inventore specializzato in prese e connettori elettrici, che fa una scoperta orribile e, mntre oramai è sicuro di essere lui ad andare al convegno di lavoro, per la presentazione di un suo brevetto, all’ultimo minuto scopre di essere stato sostituito da Karlmann, il suo assistente, solo perchè ritenuto troppo brutto.

Nessuno fino a quel momento glielo aveva detto prima e ora invece perfino sua moglie Fanny ammette d’averlo sempre considerato brutto, pur amandolo nonostante questo. A quanto pare tutti lo considerano incredibilmente brutto.

“Brutto” di Marius von MayenburgL’unica scelta possibile, per rimediare a un aspetto così disastroso, sembra essere quella di un radicale intervento chirurgico. L’operazione riesce, ed ecco che, inaspettatamente, Lette diventa bellissimo. Il chirurgo che lo ha operato, lo usa come testimonial del proprio talento plastico e il suo capo ne fa un’icona aziendale per attrarre donne ricche e disposte a diventare solide azioniste. Ma la cosa non dura a lungo.

Marius von Mayenburg, con questa sua opera, si spinge fino al grottesco, riuscendo in maniera ironica ad invitare la società ad una seria riflessione, evidenziando come davanti ad uno specchio la vanità e la superficialità delle relazioni. Un testo scivoloso, ma allo stesso tempo affascinante, grazie alla sapiente regia di Bruno Fornasari.

La prova attoriale del cast è di sicuro valore perchè i quattro attori in scena reggono il ruolo di otto personaggi, senza rendere necessari cambiamenti sostanziali nei loro volti, ne cambi costumi.

Ineguagliabile la presenza scenica di Tommaso Amadio, che insieme agli altri attori del cast da vita ad un meccanismo scenico sofisticato, perfettamente aderente ai tempi perfetti, caratterizzato in ogni istante dall’intensità della sua interpretazione, fino al finale che è inevitabilmente e maestrevolmente paradossale.

E’ così che sul palco, ad un ritmo veloce si sussegue una brillante commedia degli equivoci, accompagnata da un’efficace e sottile satira sociale su temi quali l’identità, il conformismo e come il successo sia relativo per raggiungere una piena soddisfazione ed affermazione del se.

Marius von Mayenburg è uno degli autori tedeschi più rappresentati al momento. Marius è autore in residenza e dramaturgia alla Schaubühne di Berlino, ha una modalità di scrittura poetica ma asciutta, permeata di un realismo portato alle sue estreme conseguenze, che gli ha assicurato un posto tra i drammaturghi più interessanti a livello europeo.

“Tommaso Amadio e gli altri attori danno vita ad un perfetto meccanismo scenico con enorme aderenza, tempi perfetti, massima intensità in ogni istante, fino al paradossale finale.”

Sebastiano Di Mauro
02 dicembre 2014

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