Il Cardinale Scola a Milano parla di gelo alla Giornata per la Vita

Non è del gelo atmosferico che ha parlato l’Arcivescovo di Milano, incontrando i 150 giovani volontari impegnati per il VII Incontro mondiale delle famiglie, ma del gelo demografico che avrà ripercussioni sociale gravi, perchè, ha detto:“ Non generare la vita toglie futuro al nostro cammino europeo”.

“Giovani  aperti alla vita” è il titolo della “Giornata per la vita” che domenica 5 febbraio la Chiesa italiana celebra e l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha trattato anche questo tema nell’incontro coi giovani tenutosi a Villa Sacro Cuore di Triuggio (MB) dove stanno seguendo un percorso di formazione per divenire “team leader” in vista del VII Incontro mondiale della famiglie che si terrà a Milano dal 29 maggio al 3 giugno 2012.

“La Giornata della vita ci riporta inesorabilmente alla famiglia” ha spiegato il cardinale Scola. Aggiungendo: “Quest’anno molto significativamente il messaggio dei Vescovi italiani è rivolto in modo particolare ai giovani di educarsi al senso della famiglia e alla bellezza della vita che nasce dalla famiglia, domandando agli adulti di essere testimoni reali della bellezza e della verità di questa esperienza”.

Poi spiegando  i motivi della scelta di questo titolo ha detto: “E’ la proposta di un riscatto per la nostra Italia, in cui il gelo demografico è molto profondo ed avrà ripercussioni anche sul piano sociale non indifferenti. Un riscatto che non è il recupero statico e passivo di un valore astratto ma è la convinzione precisa da parte della Chiesa del fatto che la famiglia è una risorsa prioritaria e decisiva. E la famiglia è compiuta solo la dove si vive in pienezza e in verità l’apertura alla vita. La nostra società complessa rende difficile il matrimonio, non viene incontro ai bisogni oggettivi della famiglia e la tratta come un fenomeno privato e di conseguenza diventa una tendenza il non generare vita: questo non solo ci rende una società di vecchi ma nello stesso tempo toglie futuro al nostro cammino europeo”.

Altro tema importante nell’affronare questa giornata è stato il tema dell’aborto, in merito l’Arcivescovo ha affermato: “La proposta di rispettare la vita dal concepimento fino al suo termine naturale  è profondamente corrispondente a ciò che l’uomo si porta nel cuore. Non solo i cristiani ma tutti quanti hanno un senso adeguato dell’umano e dell’umana convivenza devono veramente andare fino in fondo e riconoscere la gravissima piaga e la ferita violenta che l’aborto porta all’umanità………”

Un altro tema legato all’aborto è quello dell’obiezione di coscienza che spesso torna d’attualità: “E’ un diritto delicato ma fondamentale in ogni società veramente democratica e plurale. Sento molto l’esigenza che si rifletta a fondo sulla dimensione sociale e costruttiva di vita buona che l’obiezione di coscienza può avere”.

l’Arcivescovo ha ricordato anche “la terribile piaga delle violenze nei confronti delle donne contro le quali dobbiamo reagire con forte energia e la nostra fatica nel venire incontro ai nostri fratelli senza fissa dimora che in giornate fredde e dure come queste vanno incontro alla morte. Fatti questi che ci provocano a ripensare il nostro stile di vita a partire dal coinvolgimento personale”.

Sebastiano Di Mauro

6 febbraio 2012

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