Il gip di Milano ha deciso: maggiorenne il nomade Remi Nicolic, che uccise vigile

Respinta l’istanza della difesa e gli atti dell’inchiesta per la morte di Nicolò Savarino restano al Tribunale ordinario

Dopo l’esito della prova radiologica il gip di Milano, Giuseppe Vanore, ha respinto l’istanza della difesa tesa  a sostenere la minore età del giovane indagato, che travolse e uccise l’agente della Polizia Locale Nicolò Savarino. Pertanto gli atti dell’inchiesta non saranno trasmessi al Tribunale per i  Minorenni, restando la competenza  al Tribunale Ordinario.

Secondo la  radiografia ossea non sembra ci siano dubbi sulla maggiore età di Remi Nicolic, questa la sua nuova identità, dopo aver scartato la prima identificazione che lo aveva identificato con l’alias di Goico Jovanovic. Decade così l’ipotesi della difesa che aveva  puntato sul fatto che il giovane fosse nato a Parigi nel maggio del 1994, esibendo un  certificato di nascita, che alla luce di questi risultati è da ritenere falso o appartenente ad un altra persona.

Questa è infatti una strategia molto in uso tra i nomadi, che colti a delinguere fin dalla preadolescenza, declinano sempre generalità diverse, collezionando decine di alias. Saranno le comparazioni delle impronte dattiloscopiche a dare risultati  più  certi circa la vera identità dell’indagato, che intanto è accertato sia la stessa persona, fermata per furto il 24 dicembre scorso, in quanto le impronte  combaciano con quelle prese a seguito del suo fermo in Ungheria, lo scorso 15 gennaio.

L’inchiesta quindi proseguirà nelle indagini guidate dal pm di  Mauro Clerici della Procura delle Repubblica di Milano a cui resta la competenza, e che nel rinviarlo a giudizio potrebbe chiedere per l’indagato la pena dell’ergastolo.

Diverse erano state le tesi della difesa che voleva il giovane fosse minorenne, riportando le dichiarazioni del padre, tale Zoran Jovanovich di orgine serba, che spiegava la diversa assunzione del cognome del figlio, con il fatto che la madre era in carcere a Parigi al momento del parto, motivo per cui non lo aveva potuto riconoscere.

Minorenne o maggiorenne rimane il problema dell’assurda crudeltà con cui venne ucciso il vigile e, nonostante ci si aspetti una condanna esemplare, non si ha nessuna certezza che questo possa avvenire e sicuramente non a breve termine. Così la rabbia dei famigliari e i colleghi della vittima  aumenta per essere costretti a rassegnarsi alle complicate procedure eccessivamente garantiste della nostra procedura penale.

Sebastiano Di Mauro

31 gennaio 2012

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