Ancora arresti per Expo 2015: in manette Antonio Acerbo, direttore Construction del Padiglione Italia

Ancora arresti per Expo 2015: in manette Antonio Acerbo, direttore Construction del Padiglione Italia

acerboMilano – Ancora lavoro per i magistrati milanesi e ancora una volta c’è di mezzo l’esposizione universale 2015. A finire in manette nell’ambito dell’inchiesta dei pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, sono stati Antonio Acerbo, ex responsabile del Padiglione Italia di Expo insieme all’imprenditore Domenico Maltauro della società di costruzioni Maltauro e ad Andrea Castellotti, manager della società Tagliabue e facility manager Padiglione Italia Expo 2015 Spa. Acerbo, 65 anni, direttore Construction del Padiglione Italia, era finito nel registro degli indagati per corruzione e turbativa d’asta. Poche settimane fa, il 17 settembre, si era dimesso dalla carica di commissario delegato di Expo per le “Vie d’acqua”, restando però responsabile unico per la costruzione del Padiglione Italia fino al 2 ottobre, quando si era autosospeso da tutti gli incarichi. Le abitazioni dei tre sono state ovviamente subito perquisite, insieme alla sede Maltauro a Vicenza.

Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone che ha acquisito l’ordinanza di custodia cautelare firmata dai pm milanesi, ha chiarito oggi che il commissariamento dell’appalto appare “assai probabile”; la certezza “si avrà solo dopo attenta lettura dell’ordinanza”, spiega l’ex magistrato. Al centro dell’indagine c’è l’appalto del progetto Vie d’acqua, del valore di oltre 100 milioni di euro, alla Maltauro spa. L’aggiudicazione dell’appalto sarebbe avvenuta in base al criterio dell’offerta più conveniente e, secondo l’accusa, in cambio di mazzette.

Ad aggravare la pur già compromessa situazione di Acerbo è stata la messa agli atti di un’intercettazione ambientale, dove Enrico Maltauro, già in carcere dallo scorso 8 maggio, si vantava lo scorso marzo in una riunione con Gianstefano Frigerio (parlamentare europeo di forza italia) e Sergio Cattozzo (ex esponente ligure dell’Udc-Ndc) dicendo: “Non c’è nessuno che è più vecchio amico di me con Acerbo”.

E’ indagato anche il figlio di Antonio Acerbo, Livio, grazie alla confessione dell’ad della società Tagliabue spa Giuseppe Asti che ha parlato della promessa di una consulenza per Livio, con in cambio la promessa del padre di imporre la Tagliabue nell’Ati guidata dalla Maltauro, e creare il bando per le Vie d’acqua poi da lui assegnato alla cordata “amica”. Andrea Castellotti, il terzo arresto, è diventato Facility Manager del Padiglione Italia “senza che alcun procedimento di selezione” sia mai stato “aperto ad altri candidati”, come si legge nell’ordinanza.

La Procura di Milano ha infine chiesto il processo con rito immediato per Gianstefano Frigerio, Primo Greganti e l’ex senatore Pdl Luigi Grillo, indagati e agli arresti da mesi, con l’accusa di aver turbato le gare d’appalto dell’Esposizione universale, di Sogin e della sanità lombarda in cambio di tangenti.

Matteo Campolongo

16 ottobre 2014

 

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