Milano si ferma per salutare Nicolo’ Savarino

I funerali di Nicolò Savarino a cui hanno partecipato migliaia di cittadini e tanti colleghi, provenienti da tutta Italia

Sabato 21 gennaio 2012 non è stato per Milano un sabato come tanti, è stato un giorno di lutto cittadino per onorare uno dei suoi figli, un servitore delle istituzioni a cui è stata interrotta prematuramente la vita per mano di un vile “assassino”.

I  funerali erano fissati per le 11, dopo la camera ardente chiusa alle 9,30, ma già alle 10 erano in tanti sul sagrato del Duomo che attendevano l’arrivo del feretro di Nicolò Severino. Malmano che passava il tempo la piazza si riempiva e alla fine erano migliaia e migliaia le persone che hanno voluto dare l’estremo saluto al coraggioso vigile, le cui spoglie mortali sono state salutate da un lungo corteo aperto da vigili urbani in bicicletta, seguito dagli anziani genitori, ancora sgomenti, dai tre fratelli, la compagna Marcella, da Gabriele Specchier, il collega in servizio quella sera con  Nicolò e tanti amici e colleghi, giunti con i gonfaloni delle loro città,  tra cui quello del comune di Campobello di Licata, paese di origine del compianto.

Le esequie sono state celebrate da monsignor Erminio De Scalzi, vicario episcopale dell’arcivescovo Scola. Tante le autorità cittadine presenti, dal sindaco Giuliano Pisapia, al prefetto Gian Valerio Lombardi,  al comandante della Polizia Locale Tullio Mastrangelo, l’assessore regionale Romano La Russa, il presidente del Consiglio Regionale Davide Boni, l’ex sindaco Gabriele Albertini,  l’ex vicesindaco Riccardo De Corato e tantissimi altri  tutti  col solo scopo di stringersi intorno alla famiglia e fargli sentire il calore umano che, forse in parte può mitigare il loro dolore. Lunghissimo  l’applauso e il suono delle sirene delle moto della polizia locale, che ha accolto il feretro all’arrivo sulla piazza.

Nell’omelia, il porporato  rivolgendosi a tutti i presenti che gremivano tutte le navate del Duomo, ha esordito dicendo: “E’ difficile prendere la parola in momenti come questi: capita di desiderare il silenzio. Ma poi se ne ha quasi paura specie se in questo silenzio non risuona nessuna parola che consoli con verita il nostro smarrinento. Poi aggiungeva: “Vogliamo essere vicini a tutti coloro che soffrono per questa ingiusta morte. Tutti ci siamo sentiti feriti, addolorati per questo gesto criminale che ha spezzato una giovane vita. Chi è responsabile della morte di Nicolò sarà consegnato alla giustizia, ma dovrà rispondere del suo gesto disumano davanti alla giustizia divina, più severa, nella richiesta di conversione”. Nell’omelia c’è stato pure spazio per un elogio a Nicolò Severino, ricordando il suo senso civico, con queste parole: “Chi lavora per garantire la pace e la sicurezza della città, si deve sentire sorretto da un senso civico che mette al primo posto la dignità umana. Tutti devono fare la loro parte, nessuno escluso, le istituzioni come i cittadini”.

Il sindaco G. Pisapia, avvicinato dalla stampa ha dichiarato: “Milano oggi si è stretta attorno a Nicolò e tutta la città si è commossa. Io – ha proseguito – ho voluto testimoniare la mia vicinanza e quella della comunità milanese alla famiglia, alla quale vogliamo far sentire il nostro affetto. L’impegno del Comune è quello di onorare il suo lavoro e quello di tutti i vigili milanesi, che ogni giorno si adoperano per una Milano più sicura e vivibile. Se stamattina il Duomo di Milano si è riempito di tanti cittadini e agenti di Polizia Locale, provenienti  da tutta Italia, vuol dire che il dolore di quanto accaduto ha superato anche i confini della nostra città”. Per De Corato, V. presidente del Consiglio Comunale, da domani il problema è la sicurezza che deve riaprire urgentemente il dibattito, perchè improrogabile bisogno richiesto dai cittadini milanesi.

Al termine delle esequie il feretro e i parenti, provenienti dalla Sicilia, si allontanavano da Piazza del  Duomo, scortati dai mezzi delle Polizia Locale, per raggiungere l’aeroporto di Linate e fare ritorno nella sua città d’origine Campobello di Licata, dove Nicolò riposerà.

Una triste occasione che ha dato a Milano la possibilità di riflettere e dimostrare solidarietà  anche in un momento di difficile crisi generalizzata, che non deve far dimenticare e tralasciare i veri valori della vita, che possono e devono essere mantenuti vivi con qualsiasi clima politico e sociale.

Ecco a voi il servizio sui funerali di Nicolò Savarino

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Sebastiano Di Mauro

22 gennaio 2012

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