Milano, Svegliati!

A proposito dello spettacolo “Sul Concetto di Volto nel figlio di Dio”, di Romeo Castellucci al Teatro Parenti

Milano, svegliati! Sembri più interessata alle tue polveri sottili dell’area del “C”, che alla coltre pesante che in questi giorni ti sta penetrando nell’anima con proteste e richieste che hanno dell’assurdo e che arrivano finanche a chiedere di togliere questo spettacolo dal cartellone del Parenti.

Milano, la tua coscienza si è assopita. Non lasciare che un qualsivoglia censore scelga per te. Non lasciare spazio né a censori né a inquisitori. Lo sai come la pensano loro: pensano che il popolo  sarà più felice sottomettendosi e inchinandosi a colui che lo priverà del problema intollerabile della libertà e quindi della scelta. Per questo decidono per lui, ne diventano il censore, l’inquisitore. Provvedono certo a soddisfarne gli entusiasmi offrendogli  i gladiatori ieri e i giocatori oggi. Ma gli tolgono  il dubbio, linfa della coscienza.

Milano, rivendica oggi il tuo diritto di scegliere di vedere questo spettacolo, per avere il diritto, domani, di vederne un altro, di leggere un libro, di ascoltare una voce che i futuri censori non vorranno farti leggere, vedere, ascoltare. Dimostra che nessuno può scegliere per te. Che sei più forte di quanto qualcuno creda, perché sei pronta ad accogliere questo spettacolo che nasce dall’animo tormentato di un uomo, Castellucci, che cerca ancora e nonostante la cacofonia della vita , l’immagine del volto di Dio e il suono della sua voce. Cerca, forse con disperazione, con provocazione, la sua bellezza, la sua presenza ed inciampa nel dubbio. Ed è questo dubbio che lui consegna, con questo spettacolo,  allo spettatore.

Milano, questa è Arte! Non arte decorativa, manierismo tra pastorelli e pastorelle. È Arte, perché squarcia le coscienze. Ma dopo lo squarcio c’è il dialogo che nasce dall’interrogazione. Non perdere questa occasione di dialogo, di incontro, di accoglienza dell’altro. Grida a gran voce che sei pronta a farti squarciare la coscienza perché vuoi il dialogo, l’incontro che ne seguirà.

Milano non lasciare che indifferenza e ignoranza di chi non accetta il dubbio lo tolga anche a te. Questo spettacolo è per tutti, per chi crede in Dio e per chi non crede in lui perché rispetta entrambi e non offende nessuno, non né blasfemo né cristianofobo. Perché chi crede e chi non crede, per arrivare a credere o non credere ha attraversato il dubbio, ci ha inciampato, si è rialzato consapevole della difficoltà del cammino.

Milano, il vuoto nel cartellone del Parenti sarebbe come il vuoto sulla poltrona di Stoccolma il 10 dicembre 2010, quando il premio nobel per la pace è stato consegnato  a Liu Xiaobo assente perché in carcere dall’anno prima; il censore cinese ha anche ritenuto giusto quel giorno, oscurare i siti di CNN e BBC. Quel vuoto nel cartellone, Milano, si riempirebbe di tutte le Ipazie della storia, dei Giordano Bruno, dei genocidi armeni, ebrei, slavi, africani.
Milano, non lasciare che questo avvenga.

n.d.r.:
Questo vuole essere il nostro contributo per la tua-nostra-loro battaglia per la libertà

Raffaella Roversi

22 gennaio 2012

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