Nessun abuso per il palazzo «mostro» di viale Caldara

Nessun abuso per il palazzo «mostro» di viale Caldara

palazzo-mostro-viale-caldaraMILANO – La vertenza era iniziata circa due anni fa, perchè si sosteneva che era stato progettato e costruito in violazione di norme edilizie e non solo e per questo il palazzo di viale Caldara 38 era stato sequestrato dal gip Gianfranco Criscione.

Ora la quarta sezione del tribunale, presieduta da Oscar Magi, ha accolto le tesi difensive e ha emesso la sentenza, secondo cui «il fatto non sussiste», demolendo la teoria dell’accusa, sancendo di fatto la legittimità di tutta l’operazione.

Nessun reato, dunque, nella vicenda processuale vedeva imputati proprietari, progettista, direttore dei lavori e funzionario comunale – accusati a vario titolo di reati edilizi ma anche di truffa e abuso d’ufficio, per i quali il pubblico ministero aveva richiesto condanne fino a un massimo di 10 mesi di reclusione, mentre per la società proprietaria aveva sollecitato addirittura una sanzione elevata, che i giudici avrebbero dovuto fissare tra 700 mila e 3 milioni di euro.
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Il Palazzo «mostro» era accusato di avere le balconate troppo sporgenti e non in linea con gli altri della strada lungo la circonvallazione interna. L’architetto, dal canto suo, aveva sempre sostenuto di aver voluto rompere l’esagerata quiete urbanistica della zona, ma il pm Paola Pirotta è ancora convinta che l’edificio sia potuto sorgere solo grazie ad un sostanziale imbroglio ai danni del Comune.

Sebastiano Di Mauro
18 agosto 2014

 

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