Pisapia spiega ai Milanesi l’apertura dell’area C

Dopo la lettera dello scorso agosto, il sindaco Pisapia torna a scrivere ai milanesi. Allora  era stato per spiegare le scelte difficili dell’addizionale Irpef e dei rincari sui biglietti del trasporto pubblico, ora per  informare i cittadini di come cambierà la città con il nuovo Ecopass nell'”Area C”. Il primo cittadino si rivolge ai suoi cittadini dicendogli di voler creare, anche con qualche sacrificio, una Milano “più vivibile e con meno traffico, da lasciare alle generazioni future”. Intanto dice “porterà 30 milioni di euro di introiti ed almeno il 20 per cento di traffico in meno”.

Pisapia ammette che questo progetto non è facile da attuare  e richiede  di cambiare abitudini radicate, che sarà difficile cambiare, però ricorda che questo è  il primo passo per realizzare quello che è stata la volontà dell’80 per cento dei  milanesi nel referendum del 12 e 13 giugno, cioè quello di avere una città più vivibile. All’epoca Pisapia era appena stato eletto e quasi 400mila milanesi chiedevano di ridurre traffico e smog, di potenziare i mezzi pubblici, di estendere a tutti i veicoli il pedaggio per avere accesso al Centro. Queste richieste, espresse col voto, hanno vincolato la giunta ed avevano necessità di avere una risposta, affinchè Milano fosse riportata  in linea con le più grandi città europee.

Il prossimo 16 gennaio quindi entrerà dunque in vigore il decreto che istituisce la zona C, che il Comune lo ha  individuato come strumento giusto per dare seguito alle indicazioni avute nel referendum. Pisapia dice: È nata Area C – «C» come Centro, «C» come Congestion – che prevede dal lunedì al venerdì e dalle 7.30 alle 19.30, un pedaggio di 5 euro per circolare in macchina nella Cerchia dei Bastioni con l’obiettivo di ridurre il traffico del 20 per cento”.
 
Pisapia comunica poi i numeri che hanno portato a questa decisione dicendo: sono mezzo milione le persone che ogni giorno piombano in macchina in centro, sono 40mila per ogni chilometro quadrato, il «salotto» della città si trasforma in una cittadella assediata ed è questo che la maggioranza di voi non vuole più. Proseguendo “Per definire i contorni del nostro intervento abbiamo ascoltato i milanesi,  abbiamo avuto 77 incontri con più di  90 associazioni; abbiamo parlato con tutte le categorie, abbiamo cercato una mediazione nobile tra opinioni diverse”.

Non mancano le polemiche e la lega annuncia ricorsi in Tribunale perchè il provvedimento sarebbe illegale e non equo, oltre al fatto che non c’è nessuna certezza che l’stituzione dell’Area C serva veramente a far diminuire lo smog. Potrebbe solo servire a tenere il traffico fuori dai confini delle città, come dice il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che aveva affermato: “È poco efficace chiudere il centro delle grandi città se il traffico si congestiona alla loro cintura e i veicoli si fermano appena prima”. In questo caso effettivamente l’utilità sarebbe solo per le casse del Comune, perchè  lo smog non conosce confini e il risultato potrebbe essere avere maggiore  smog nelle periferie, confermando ancora una volta una forma di ingiustizia sociale.

di Sebastiano Di Mauro

4 Gennaio 2012

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