Emergenza profughi a Milano. Silenzio del goverrno centrale

Emergenza profughi a Milano. Silenzio del goverrno centrale

Assessore Majorino: “Aprire subito un Tavolo Milano sull’emergenza, finora nessuna risposta ai nostri appelli”

Emergenza-profughi-MilanoContinua a Milano l’accoglienza dei profughi, siriani ed eritrei, a Milano. Dal 18 ottobre al 9 luglio 2014 il Comune di Milano in collaborazione con Caritas Ambrosiana, Associazioni del Terzo Settore e cittadini volontari ha accolto 14.500 persone di cui 3.836 sono bambini. Dei 14.500, 10.500 sono arrivati negli ultimi due mesi. Il 26,6 per cento degli accolti sono donne, il 28,3 per cento sono uomini che viaggiano da soli. Le famiglie sono composte mediamente da quattro componenti. Hanno fatto richiesta di asilo tredici persone, nemmeno un millesimo di tutte le persone che sono transitate dalla città.
Dall’inizio dell’emergenza il Comune ha ripetutamente portato all’attenzione del Ministero dell’Interno e di Regione Lombardia i dati di questi arrivi che durano ormai da nove mesi.
Questi e altri dati sono stati presentati oggi in Commissione consiliare Politiche sociali e Cultura della Salute, dall’Assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino.
“È necessario aprire al più presto un Tavolo Milano – ha detto l’assessore Majorino – riguardo all’emergenza profughi che affronti direttamente e concretamente, con Ministero dell’Interno e Regione Lombardia il transito dalla nostra città di queste persone che scappano dalla guerra. Finora nessuno dei nostri appelli è stato ascoltato nonostante i primi siano partiti alla fine dello scorso agosto. Milano è stata lasciata sola dalle altre istituzioni, ma non dai suoi cittadini. Ha potuto contare sulla rete del Terzo settore e su tanti volontari che hanno mostrato solidarietà e sostegno concreto a queste persone. Ringraziamo ancora una volta tutti gli operatori, i dipendenti del Comune, la Caritas Ambrosiana e le associazioni del Terzo Settore per quello che hanno fatto e continuano a fare”.
Il quadro a nove mesi dall’inizio dell’accoglienza è stato completato da altri dati. Tutti i profughi ripartono dopo una permanenza in media di 5 giorni e sono diretti verso la Scandinavia (il 61 per cento, di cui il 51,8 verso la sola Svezia), 26,5 per cento in Germania e il 9,3 per cento nei Paesi Bassi. L’88 per cento dei profughi proviene dalla Libia, il 10,5 per cento dall’Egitto. Il Comune dallo scorso ottobre ha in atto una convenzione con la Prefettura per la copertura totale delle spese di accoglienza. Fino al 30 giugno (la convenzione è in fase di rinnovo) lo Stato ha impiegato 2.538.600 euro, una quota di 30 euro per persona e per notte di rimborso agli enti gestori delle strutture.
Sono al momento 10 le strutture utilizzate per l’accoglienza: via Aldini, via Mambretti, Casa Suraya, via Fratelli Zoia, via Pollini, via Saponaro, via Isonzo, viale Toscana, via Palazzolo Fondazione Don Gnocchi e Cascina Chiaravalle. Le 10  strutture sono gestite da 6 tra associazioni e cooperative: Cooperativa Farsi Prossimo (Caritas Ambrosiana), Fratelli di San Francesco, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Don Gnocchi, Cooperativa La Strada, Le Misericordie.
Nell’ambito dell’accoglienza dei profughi, da maggio il Comune ha iniziato ad occuparsi anche dei cittadini eritrei giunti in città insieme ai cittadini siriani. In questo caso le operazioni di accoglienza sono state più difficoltose per la composizione diversa del flusso (giovani uomini in viaggio da soli) e la minor propensione al dialogo con le persone dei nostri servizi a partire dagli operatori del Centro Aiuto Stazione Centrale che, da inizio maggio, si sono recati presso il quartiere di Porta Venezia per avvicinare i profughi eritrei e spiegare loro con i mediatori i termini dell’accoglienza presso le strutture. Dall’ inizio maggio sono stati accolti 3.163 cittadini eritrei utilizzando tre strutture.
“Nella zona di Porta Venezia siamo intervenuti prima con la Polizia locale e poi con gli operatori – ha spiegato l’assessore Majorino – per dare assistenza e offrire accoglienza ai profughi eritrei ed evitare la permanenza per giorni sotto le case dei residenti che si sono trovati in una situazione di comprensibile disagio. Da maggio abbiamo dato un ricovero ad oltre 3.000 persone. L’unico intervento a questo punto possibile per normalizzare la situazione di altri cittadini eritrei che stazionano nel quartiere durante il giorno e la notte può essere fatto solo dalla Polizia di Stato”.
Riguardo infine al presidio in Stazione Centrale, la presenza del personale del Comune sarà sostituita dagli operatori della Cooperativa Universis, scelta con procedura selettiva che inizierà la sua attività dal prossimo 13 luglio. La cooperativa si farà carico della gran parte delle funzioni di servizi di accoglienza e trasferimento dei profughi 7 giorni su 7, integrando i propri servizi con quelli del Comune di Milano.

Redazione Milano
10 luglio 2014

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