Emergenza profughi a Milano, Caritas Ambrosiana apre un nuovo centro a Magenta

Emergenza profughi a Milano, Caritas Ambrosiana apre un nuovo centro a Magenta

emergenza-profughi-apertura-centro-a-magentaE’ emergenza profughi a Milano e Caritas Ambrosiana, come sempre da il suo contributo e, oltre a tutte le altre attività già avviate, annuncia l’apertura di un nuovo centro di accoglienza per fare fronte all’emergenza profughi A Magenta, alle porte di Milano.

L’edificio, appartenente all’ex pensionato Sant’Ambrogio in via Carlo Casati 52 è stato messo a disposizione dalla Fondazione della Diocesi di Milano “La Vincenziana” e Caritas Ambrosiana è prontamente intervenuta per allestire opportunamente la struttura e metterla nelle condizioni di essere operativa, facendosi carico dell’investimento economico, insieme con la Cooperativa Intrecci. Il nuovo centro potrà accogliere 100 profughi.

Nel frattempo continua la ricerca di spazi – presso strutture della diocesi – e soprattutto di persone competenti nel gestire l’accoglienza. All’appello ultimo in ordine di tempo ha già risposto don Flavio Riva, parroco a Cesano Maderno, che ha offerto l’ex oratorio femminile e un appartamento, dove possono essere ospitati 15, 20 profughi.

Anche la parrocchia SS. Redentore di Milano (via Pierluigi da Palestrina) ha messo a disposizione una struttura. E altre disponibilità stanno arrivando.

Occorre non dimenticare le emergenze degli anni scorsi che Caritas ambrosiana continua a gestire, così come l’accoglienza dei profughi di altre nazionalità (pakistani, eritrei, somali, afgani, nigeriani, ivoriani) che continuano ad arrivare sul nostro territorio. Ad esempio, attraverso la Cooperativa Farsi Prossimo, vengono gestiti 400 posti nei centri polifunzionali del Comune di Milano, altri 214 del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati costituito dalla rete degli enti locali (69 posti a Milano, 25 nella zona di Lecco, 120 tra le province di Varese e Milano) in case di proprietà della Diocesi.

Don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana dichiara: «La pressione di questi giorni per l’ennesimo arrivo in Stazione Centrale di profughi siriani può avere spinto i rappresentanti del Comune di Milano a qualche battuta infelice e fuori luogo. Evitiamo polemiche sterili e strumentali sulla pelle dei poveri. Riconosciamo che, in questa circostanza, il Comune non è stato sufficientemente supportato dalle Istituzioni centrali: ancora non si vuole riconoscere che i flussi di siriani che si riversano sulla scalo ferroviario milanese sono un’emergenza, e come tale andrebbe trattata da tutti i soggetti istituzionali, predisponendo un sistema di accoglienza che coinvolga un territorio ben più ampio di quello cittadino. Tuttavia, la soluzione non può essere quella di aprire le chiese. Quello è un appello retorico che non porterebbe alcun beneficio ai profughi. Certo in chiesa avrebbero un tetto e poi? I bagni? La mensa? I letti? Le attrezzature? Il personale? I mediatori culturali, operatori, volontari che siano in grado di gestire la situazione? Stiamo facendo molto e faremo ancora di più. Ma non è solo una questione di spazi. L’aspetto più impegnativo è legato alle persone che devono gestire l’accoglienza, quotidianamente, in modo dignitoso. Sono oltre 3 mila i profughi che direttamente e ogni giorno abbiamo assistito in questi tre mesi in strutture nostre e del Comune. La fatica e l’angoscia che leggiamo negli occhi dei siriani che arrivano alla Stazione Centrale ci spingono solo a chinare la testa e a darci da fare. Non è questo il momento della polemica, lavoriamo per trovare soluzioni. E non dimentichiamo che come Caritas e Chiesa siamo attivi per una infinità di situazioni, dai minori, alle prostitute, dai senza fissa dimora agli anziani soli».

Redazione Milano
7 luglio 2014

 

 

 

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