La Scala sciopera: saltata “Così fan tutte” e a rischio anche Comte Ory

La Scala sciopera: saltata “Così fan tutte” e a rischio anche Comte Ory

Teatro alla ScalaLo stato di agitazione dei lavoratori della Scala hanno fatto saltare la recita di oggi dell’opera “Così fan tutte“, ma è a rischio anche la la prima del “Comte Ory” di venerdi’ prossimo, se non verranno raggiunti degli accordi.

La direzione del teatro comunica che i biglietti saranno rimborsati oppure a richiesta, possono essere sostituiti con una delle successive repliche dell’opera, in calendario tra il 30 giugno e il 18 luglio.

Allo sciopero aderiscono i lavoratori di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials, a cui si uniscono anche quelli aderenti a Fistel Cisl e la Fials Cisal e, al momento è proclamato dal 27 giugno e il 4 luglio, perchè ritenuta inaccettabile la decisione della direzione del teatro di rendere esecutivo l’articolo 19 del decreto 83 relativo al trattamento economico in caso di malattia.

I lavoratori della Scala, si legge in un comunicato, sono pronti a “mettere in campo tutte le iniziative necessarie, a partire dall’inaugurazione della stagione prossima e dell’Expo”, se non interverrà un accordo favorevole sulle trattenute che si vogliono operare sui giorni di malattia previste per il pubblico impiego, perchè si ignora l’esatta entità delle proporzioni sulla retribuzione di un dipendente di una fondazione lirica. Inoltre i lavoratori della Scala, richiamando l’obiettivo del decreto che è quello di combattere l’assenteismo, ribadiscono che alla Scala l’assenteismo è sempre stato “sotto livelli fisiologici”.

Poi i lavoratori della scala rimarcano la necessità dell’autonomia del teatro, che deve essere “imprescindibile per la città di Milano, per il suo sistema cultura in vista dell’Expo e a garanzia del suo futuro produttivo”. Conludendo, i lavoratori, si dichiarano disponibili a qualunque sforzo per la riuscita di una manifestazione fondamentale per l’immagine del Paese, ma ciò avverrà solo in presenza di certezza di regole, attraverso una contrattazione che risolva tutti i punti della rivendicazione, che faccia della Scala una fondazione realmente autonoma”.

I rappresentanti sindacali di Cgil e Uil hanno avuto ieri un incontro con il sindaco Giuliano Pisapia, che è anche presidente del teatro, il quale si è dichiarato disponibile alle trattative comprendendo le ragioni che gli sono state esposte, però di fronte a un provvedimento che è già attuativo nelle buste paga di questo mese lo sciopero di oggi viene confermato, auspicando una soluzione entro il 4 luglio che permetta la messa in scena dell’altra opera in programma.

 

Redazione Milano
27 luglio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook