Doppio appuntamento per gli Amici della Scala

Doppio appuntamento per gli Amici della Scala

Dopo la premiazione della II Edizione del Premio per la ricerca in discipline musicologiche, Prima delle prime presenta Le Comte Ory.

amici-della-scala-premiazioneIeri pomeriggio (25 giugno), presso il Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” si è tenuta la cerimonia di premiazione della II Edizione del Premio per la ricerca in discipline musicologiche, promosso dagli Amici della Scala e inserito nel progetto “Toghether for culture”.

Vincitrice, tra le numerose tesi di dottorato pervenute dalle università di tutta Italia, Anna Giust dell’Università di Padova, con un lavoro incentrato sull’evoluzione dello spirito nazionale nel teatro musicale russo del XVIII secolo: un ambito finora poco studiato, che testimonia la vivacità della ricerca musicologica in Italia, spesso sottovalutata all’estero, come hanno sottolineato Antonio Rostagno e Dinko Fabris, membri della commissione premiante: le tesi selezionate infatti spaziano in settori e secoli diversi, tutti interessanti e particolari.

Dalla tesi di Anna Giust è stata tratta una pubblicazione “Cercando l’opera russa – la formazione di una coscienza nazionale nel teatro musicale del Settecento” , a cura della Giangiacomo Feltrinelli Editore.

A seguire, il giovane baritono Konstantin Shushakov ha eseguito due arie, da “La dama di picche” di Cajkovskij e da “Edgar” di Puccini, accompagnato al pianoforte dal Maestro James Vaughan.

Dopo la premiazione, l’ultimo appuntamento della stagione con Prima delle prime, il ciclo di incontri dedicato alle rappresentazioni scaligere, ad ingresso libero: Damien Colas, docente del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi ha presentato Le Comte Ory di Rossini, in cartellone dal 4 al 21 luglio.

La nuova produzione della Scala è basata anche sulle ricerche condotte dallo studioso, che ha aggiunto parti che erano state tolte nella prima rappresentazione del 1828: curiosamente si tratta proprio dei punti in cui Rossini, alla sua terza opera in francese, ha cercato di avvicinarsi di più allo “sprito francese”; il pubblico scaligerò potrà ascoltare in anteprima, per esempio, il Finale II.

Nonostante ciò, Le Comte Ory ebbe molto successo, e fu apprezzata anche da musicisti, come Berlioz, solitamente critici verso Rossini e l’opera italiana.

Il soggetto, adattamento di Scribe e Delestre-Poirson basato su una leggenda piccarda e già riproposto dagli stessi autori in un vaudeville del 1816, narra le comiche vicende di una specie di Don Giovanni medievale alla francese, il Conte Ory.

Travestiti da suore, il Conte e i suoi compari s’introducono con l’inganno in un castello, mentre le dame aspettano i cavalieri, partiti per le Crociate. Tra confusione, tentativi di seduzione senza successo ed equivoci, il Conte sarà infine costretto a fuggire al ritorno dei legittimi mariti dai combattimenti.

Penultima opera del compositore pesarese, che per realizzarla riciclò alcuni brani de “Il viaggio a Reims”, realizza una felice convergenza di stile tra Italia e Francia, ricca di ironia, ambiguità e trovate farsesche.

Valeria Gubelli
26 giugno 2014

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