La Prima Vera di Milano: proposta alla città di Milano per la cultura

I lavoratori della cultura  invitano tutti a partecipare al corteo che partirà il  7 dicembre alle 18.00 da Piazza Fontana

Tradizionalmemte il 7 dicembre Milano ha l’appuntamento con la Prima della Scala, che quest’anno si celebrerà con Il  “Don Giovanni” di Mozart . Parlare di questo evento sarebbe  quasi d’obbligo, però questa giornata vedrà un altro evento organizzato dai Lavoratori della Cultura, quindi è nato in me il dilemma di cosa fosse giusto scrivere e, dopo un’attenta riflessione, ho scelto di parlare non del tradizionale evento, solitamente riservato a pochi, che  è divenuto lo specchio di una gestione elitaria e salottiera della cultura, ma di dare voce ai lavoratori della cultura con la loro iniziativa, provocatoria   a partire dal nome con cui  è stata  chiamata, “La Prima Vera”: una prima, un debutto, una novità che raccoglierà chi la cultura la ama e nella cultura lavora.

Il loro commento in merito è stato: “Forse non saremo al caldo e comodamente seduti su poltroncine di velluto, ma saremo spinti dal calore del coraggio di riappropriarci di una parte delle cose che ci hanno tolto, di una parte degli spazi dai quali siamo quotidianamente esclusi”.
L’iniziativa vuole attirare  l’attenzione al diritto alla cultura, rifiutando  l’attuale modello economico, che ha portato al vicolo cieco della crisi, immaginando un nuovo modello di welfare basato sulla redistribuzione della ricchezza e individuando come rivendicazione centrale il reddito minimo garantito. I lavoratori della cultura da sempre sperimentano sulla propria pelle, la precarizzazione che ora investe l’intero mondo del lavoro. Loro non sono mai stati considerati dei veri lavoratori, ma dei fortunati che fanno per passione qualcosa che gli piace.  Il loro obiettivo  è  aprire nuovi spazi culturali, assumendone la responsabilità di agire in prima persona, senza deleghe e senza alibi. Tutto ciò perchè  hanno la convinzione  che la cultura è prioritaria e deve essere considerata un BENE COMUNE accessibile a tutti.
Come simbolo di questa iniziativa è stato scelto il Teatro Lirico di Milano, una struttura costruita nel 1779, la cui sua storia si intreccia con la smantellamento della cultura e la sua mercificazione a favore di una logica di profitto, che langue  da 13 anni, abbandonato e inutilizzato. Il progetto dell’attuale Giunta di Milano è di riaprirlo nel 2016,  ma  se la cultura deve avere  la prioprità,  questo è un tempo troppo lungo e non si può tenere, ulteriormente, a languire  un luogo come il Lirico per altri 5 anni.  I Cittadini Milanesi devono essere coinvolti in questa battaglia perchè rappresenta  una vera ricchezza per la città, così come le istituzioni devono prestare da subito il loro consenso, che servirà a far rivivere un luogo che darà ossigeno alla cultura, perchè solo attraverso di essa si formano le coscienze critiche capaci di dare nuovi impulsi alle generazioni future.
Se così non sarà  vorrà dire che si vorrà far perdurare una situazione che è già durata fin troppo e che ha visto la cementificazione dissennata di questa città. I Lavoratori delle Cultura nel loro comunicato affermano: “La gestione della possibile ristrutturazione del teatro intitolato a Gaber è inoltre molto stravagante e legata a nomi come Dell’Utri e Sgarbi: lavori partiti e bloccati più volte per problemi politici e burocratici, in mano a una cordata tra gruppo Bancario Belloni, Impresa Cattaneo e Associazione Temporanea d’Impresa, con in testa il suo capogruppo Longoni”. E ancora: “Il Lirico è simbolo della mercificazione, speculazione, verticismo, impoverimento e svendita della cultura. Immaginiamo di farlo diventare un centro nevralgico della partecipazione dal basso. UN LUOGO IN CUI LA CULTURA POSSA FARSI BENE COMUNE”
Chi ha a cuore la “CULTURA”  non deve perdere questo appuntamento, che vuole contribuire a costruire il futuro di tutti. Il corteo partirà alle 18 da piazza Fontana e toccherà piazza Beccaria, via Larga, corso di Porta Romana fermandosi davanti a ciò che furono il teatro Gerolamo, il teatro Lirico e il Teatro di Porta Romana.

di Sebastiano Di Mauro

7 dicembre 2011

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