I tassisti milanesi in guerra contro la UBER. Maran lancia una proposta al Governo

I tassisti milanesi in guerra contro la UBER. Maran lancia una proposta al Governo

uber-logo-rivolta-tassistiIeri, nel corso della presentazione di Uber – il servizio di auto a noleggio con conducente, che si teneva ai giardini Montanelli di Milano, nell’ambito del Wired Next Fest, un piccolo esercito di circa 350 tassisti milanesi hanno protestato, inveendo contro l’assessore ai trasporti del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, invitato all’evento.

Gli agguerriti tassisti sono arrivati con striscioni di protesta contro il Comune di Milano e contro il servizio Uber, lanciando alcuni petardi di fronte al palco, tanto che è dovuta intervenire la polizia in tenuta antisommossa. Poi i manifestanti hanno intonato un coro di protesta, urlando “I tassisti di Milano siamo noi”.

Secondo le richeste dei tassisti il Comune di Milano “deve chiudere immediatamente l’applicazione di noleggio con conducente Uber, altrimenti nei prossimi giorni potremmo decidere di attuare dei fermi del servizio”, hanno chiesto al Comune di Milano i tassisti milanesi.

Il portavoce dei tassisti, Cosimo Tartaglia, spiegava: “Questa società Cosimo Tartaglia – lavora contro la legge quadro 21 del 1992 che stabilisce in modo chiaro ruolo e caratteristiche di tassisti e di servizio noleggio con conducente”.

L’assessore Pierfrancesco Maran, che era sul palco, ha tentato di replicare alle richieste, dicendo: “Il Comune non può chiudere applicazioni”, ma i tassisti gli hanno urlato “buffone”.

Poi, in serata l’assessore Pierfrancesco Maran, ha diramato un comunicato dove, rilancia la proposta al Governo in 5 punti, per garantire innovazione e legalità in merito ai servizi taxi e NCC, nel quale si afferma”È evidente che non possono essere i Comuni a intervenire sulle applicazioni come Uber, ma è necessario un intervento legislativo nazionale per coniugare innovazione a rispetto delle regole. Serve che tutti facciano la propria parte in modo costruttivo, perché si possa raggiungere un risultato concreto e utile, in primo luogo per i cittadini”.

Inoltre Maran, spiegava: “Come Comune di Milano vogliamo portare al Governo una proposta per restituire ai servizi taxi ed NCC regole certe e accettabili per tutti, definendo per legge l’esistenza di intermediari NCC (di cui oggi la legge 21/92 non parla, ma che nei fatti esistono) e stabilendo in modo chiaro le norme cui devono sottostare.

Ecco dunque i cinque punti che, per due settimane, rimarranno pubblicati sul sito del Comune per permettere a chiunque lo voglia di inviare possibili modifiche (alla mail [email protected]) e che diventeranno poi la proposta ufficiale che il Comune di Milano porterà al Ministro Lupi, come contributo alla soluzione di una tematica su cui il Ministero non può più rimanere in silenzio”.

Di seguito i 5 punti della proposta:
1. Istituire un registro nazionale di intermediari NCC.
Le società che fanno intermediazione definiranno gli accordi economici e avranno il vincolo di far rispettare le regole agli NCC che aderiscono.
Gli intermediari dovranno fornire su richiesta alle istituzioni il registro degli NCC aderenti e delle corse effettuate, per un controllo sul rispetto delle regole: pena l’esclusione dal registro. Ogni intermediario dovrà dotarsi di una carta dei diritti dell’utente a seguito di consultazione con le associazioni dei consumatori.
2. Gli intermediari potranno assegnare corse solamente agli NCC della Provincia o Città Metropolitana dalla quale comincia o termina il servizio richiesto.
3. Dal momento della prenotazione all’inizio del servizio dovranno decorrere almeno 90 minuti.
4. Se verranno accertate più di 3 violazioni su base annua, l’intermediario sarà sospeso dal registro nazionale per 12 mesi.
A un NCC che dovesse usare un servizio di intermediazione non registrato sarà revocata la licenza.
5. Istituire un registro nazionale di intermediari del car pooling.
L’intermediario del car pooling potrà chiedere una commissione fino al 10% del valore del viaggio e, attraverso i suoi software, dovrà monitorare che al conducente venga riconosciuto nulla più del rimborso spese di benzina e pedaggi.

Se il conducente riceverà una cifra maggiore, sarà perseguibile ai sensi dell’art. 86 del Codice della Strada (confisca del veicolo, sanzione amministrativa da 1.761 a 7.045 euro, sospensione della patente da quattro a dodici mesi).

“Il conflitto tra taxi ed NCC è in atto a livello mondiale ed è di difficile gestione attraverso le leggi vigenti, sia in Italia sia all’estero. Non si può più continuare in questo quadro di incertezza e ad oggi le città hanno cercato di intervenire nell’ambito ristretto dei loro poteri sanzionatori. È mancata però una visione nazionale in grado di adeguare le regole alle nuove tecnologie, imponendo ai nuovi operatori diritti e doveri”, prosegue l’assessore Maran.

“Le nuove tecnologie offrono agli utenti opportunità straordinarie e vanno valorizzate. Per questo chi pensa di poterle impedire perde in partenza. È opportuno, allo stesso tempo, chiarire che chi gestisce queste nuove tecnologie è corresponsabile del loro corretto uso e deve cooperare per il rispetto delle regole con le istituzioni.

Tutto questo non significa, però, che saranno tollerati ulteriori irregolarità, atti di violenza, verbale e fisica, e minacce. La legalità viene prima di tutto e il Comune di Milano con la Polizia locale è già attivo per farla rispettare (anche in merito al nuovo servizio UberPop). Ma la sicurezza delle persone non deve mai essere a rischio”.

Sebastiano Di Mauro
18 maggio 2014

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