“La belva e l’amore negato”: Giangiorgio Satragni presenta l’Elektra per gli Amici della Scala

“La belva e l’amore negato”: Giangiorgio Satragni presenta l’Elektra per gli Amici della Scala

Elektra-Richard Strauss-Amici-della-ScalaIl 7 maggio, presso il ridotto dei palchi del Teatro alla Scala, si è tenuto il decimo incontro del ciclo di conferenze “Prima delle prime – stagione 2013/2014”, promosso dagli Amici della Scala con l’intento di guidare il pubblico verso un ascolto più consapevole, approfondendo al tempo stesso motivi e tematiche dell’opera analizzata.

Giangiorgio Satragni, critico musicale e docente di Storia della musica nei Conservatori e nelle Università, ha presentato Elektra , composta da Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, in programma alla Scala dal 18 maggio al 10 giugno.

Opera musicalmente complessa, dalle sfumature espressioniste, tratta dall’omonima tragedia di Sofocle e rappresentata per la prima volta nel gennaio 1909 a Dresda, senza che nessun dettaglio riguardo alla trama e alla musica trapelasse prima del debutto, suscitò reazioni contrastanti nei contemporanei, e tutt’oggi colpisce l’orecchio dell’ascoltatore con le sue sovrapposizioni tonali e le aspre dissonanze, che rispecchiano la cupa vicenda e la turbata psiche dei personaggi.

Si avverte infatti l’eco di Freud ( L’Interpretazione dei sogni fu pubblicata nel 1899) negli incubi di Clitemnestra, madre snaturata di Elettra colpevole della morte del marito Agamennone, con la partecipazione dell’amante Egisto. Agamennone, ucciso ma presente “in spirito”, continuamente evocato dalla figlia, attraverso un tema musicale che ricorre in tutta l’opera.

Elettra, ridotta a “belva”, aspetta solo il ritorno del fratello Oreste, l’unico che possa vendicare la morte del padre e ricondurla allo stato umano, attraverso quell’amore familiare che le è sempre stato negato. Nel momento in cui in due fratelli si ritrovano anche la musica perde l’asprezza per fluire in una melodia dolce, che sembra rievocare i tempi perduti dell’innocenza infantile. Elettra è di nuovo “umana”, ma ciò non impedirà la tragica conclusione del dramma.

Per ulteriori informazioni sull’associazione e sui prossimi incontri http://www.amicidellascala.it/

Valeria Gubelli
9 maggio 2014

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