Emergenza Siriani: Il sindaco di Milano lancia l’allarme. Ora servono i fatti

Emergenza Siriani: Il sindaco di Milano lancia l’allarme. Ora servono i fatti

pisapia1Oggi, dopo mesi di appelli, il Ministro il ministro dell’Interno Alfano ha partecipato ad un vertice in prefettura a Milano, città che ha già accolto migliaia di profughi in fuga dalla guerra, ma le strutture sono al collasso e le autorità locali, a gran voce, chiedono una soluzione al governo centrale.
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dal canto suo ha sottoposto la questione al ministro Angelino Alfano, dicendo: Milano da sola non ce la fa ad accogliere le migliaia di profughi in arrivo dalla Siria. Il nostro dovere di accoglienza lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo, ma senza un intervento preciso sulle competenze, Milano dovrà prendere posizioni molto forti che non vuole prendere perché parliamo di persone che soffrono”.

Alla riunione in Prefettura del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza durante, nella quale è stato affrontato il tema dei cittadini siriani, hanno partecipato anche gli assessori Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali) e Marco Granelli (Sicurezza e Coesione sociale, che hanno ribadito come Milano abbia accolto, tra ieri sera e stamattina, oltre 700 persone nei ricoveri. Inoltre hanno esposto i numeri dal quale risulta che ad oggi Milano insieme alle associazioni del Privato sociale ha accolto e assistito nei propri centri e in Stazione Centrale 5.600 persone di cui un quarto sono bambini, alcuni di pochi mesi e l’ 80 per cento sono uomini e donne sotto i 35 anni di età. Si tratta per lo più di giovani coppie o donne sole con molti figli. Al momento le strutture utilizzate sono cinque con 780 posti  letto: via Aldini 74 e viale Toscana 31 gestite da Progetto Arca; via Monluè 65, gestita da Cooperativa Farsi Prossimo; le strutture di Casa della Carità e Fondazione Fratelli di San Francesco in via Saponaro 40.

Il Ministro Alfano ha garantito l’impegno del Governo sulla questione siriana annunciando una conferenza degli enti locali da svolgersi a breve e promettendo ai cittadini siriani, che non vogliono restare a Milano,  l’aiuto a ripartire il più velocemente possibile verso la destinazione prescelta, sciogliendo il nodo del loro status giuridico.

Il presidente di Regione Lombardia Maroni, in merito alle parole del ministro replicava “Non si può gestire questa situazione aspettando che vadano all’estero”, mentre le autorità comunali hanno accolto con favore questi primi impegni, auspicando però che non restino solo dei buoni propositi e che si passi immediatamente dalle parole ai fatti.

La situazione in Stazione Centrale nelle ultime 24 ore è tornata relativamente tranquilla grazie all’intervento del Comune e delle associazioni del Privato sociale che senza sosta hanno assistito i cittadini siriani anche dopo gli ultimi arrivi a piccoli gruppi tra ieri notte e questa mattina. Ma la questione non è affatto risolta e resta tuttora assai critica. Esprimiamo un ringraziamento a tutti milanesi che in questi giorni volontariamente hanno mostrato grande solidarietà verso queste persone”.

Redazione Milano
5 maggio 2014

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