La Giunta Pisapia scricchiola: il sindaco si scontra con l’assessore alla cultura. Che succederà all’Expo?

Proprio qualche giorno fa l’assessore Stefano Boeri, durante un incontro  presso la sala Weil Weiss del Castello Sforzesco,  aveva  presentato un decalogo di  idee per rigenerare la cultura a Milano, nel  quale indicava  un nuovo sistema di collaborazione virtuoso tra amministrazione e privati, secondo cui  non basta sponsorizare dei singoli progetti,  ma bisogna investire su progetti culturali più a lungo termine. Questa iniziativa la dice lunga su come Boeri intenda gestire la  cultura a Milano dando dimostrazione della strategia che intende perseguire per  portare avanti il suo programma: bocciato il  progetto del grande museo dell’arte contemporanea di Daniel Libeskind, all’interno dell’area City Life e vuole rivedere  anche il museo del Novecento, ipotizzando una sua estensione fino a comprendere l’Arengario.

Con questi dubbi  Boeri  mette in discussione  un progetto già finanziato dal Comune con 45,3 milioni di euro.

Ma ora l’assessore arriva allo scontro col sindaco Pisapia esprimendosi oltre che su Mac anche per Expo 2015, criticando il troppo potere lasciato alla Regione in merito. Subito Pisapia di è affrettato a far sapere: “Quando parla lo fa a titolo personale”, precisando che le sue valutazioni non sono mai state discusse in giunta, aggiungendo “comprendo le ragioni delle numerose proteste che in queste ore sto ricevendo da tante associazioni e singoli cittadini, i quali, giustamente, chiedono il rispetto del programma elettorale del sindaco, sottoscritto e condiviso da tutti i candidati e da tutte le forze politiche della coalizione”. Il secondo punto  di attrito è stato  l’ Expo, per la quale Stefano Boeri interviene  con decisione, sostenendo  che deve essere il Comune ad avere la guida politica di tutte le procedure, evidenziando lo squilibrio  tra i ruoli dei soggetti coinvolti.
 
L’assessore  Boeri è molto determinato e ha fatto sapere che continuerà  a sollevare il problema in giunta,  perché spiega: “bisogna ridare ai comuni il protagonismo che meritano, in quanto c’è in gioco il nostro rapporto con l’elettorato milanese, che nel referendum si era espresso sulla questione delle aree Expo, chiedendo che lì rimanga un grande parco agroalimentare”. Pisapia controbatte con una nota,  prendendo le distanze dal suo assessore, precisando “la giunta non ha evidenziato alcun problema”.  Non è bastato ricordare al sindaco che nel discorso all’assemblea generale del Bie Roberto Formigoni  gli riconosceva soltanto il compito di vigilare sull’esecuzione delle opere, tant’è che ha replicato “contano più i fatti delle parole”. Inoltre, dando ragione a Giuseppe Sala, l’Ad di Expo 2015, ritiene non vi siano più  i tempi per polemizzare, ma solo quelli per agire, se non si vuole rischiare che il governo centrale chiuda rubinetti e salti tutto. Questo comporterebbe grandi perdite per la città di Milano,  sia livello economico che come pestigio internazionale.

Boeri d’altro canto c’è da dire non ha tutti i torti. nel battersi per quello che lui ritiene doveroso nei confronti dell’elettorato,  e senza cercarlo ha anche trovato in giunta un  alleato, nel leghista Matteo Salvini, che ha affermato: “Ha ragione Boeri, Formigoni non può fare tutto da solo”.

Inevitabile ricordarsi che nel 2008 l’ex sindaco Letizia Moratti si era scontrata proprio con l’omologo assessore Vittorio Sgarbi, per altre questioni e divergenze di vedute che la portatono a ritirare le deleghe, perchè  “impossibile” l’ipotesi che rimanesse in Giunta. In quel caso l’estroso assessore replicò che non si sarebbe dimesso e che sarebbe rimasto come “assessore al Nulla”. Giuliano Pisapia si limiterà solo a prendere le distanze  dal suo assessore o questo scontro potrebbe essere l’inizio di un percorso che potrebbe portarlo a fargli prendere una decisione simile al suo predecessore e ritirare le deleghe a Boeri?

di Sebastiano Di Mauro

26 novembre 2011

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