Milano celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

di Sebastiano Di Mauro

Il 25 novembre 2011  si celebra la Giornata Mondiale per la eliminazione della violenza sulle donne, che vede le sue origini nel lontano 1981: in un incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi a Bogotà, si accettò la richiesta della delegazione della Repubblica Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo.

 

Successivamente, il 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.

Per questa ricorrenza l’assessorato alla cultura di Milano, presieduta dall’assessore  Stefano Boeri, ha deciso l’accesso gratuito a tutte le donne alla Mostra Artemisia Gentileschi (Palazzo Reale dalle ore 18,30 alle 22.30). Le consigliere  comunali  Anita Sonego (presidente Commissione Pari Opportunità) e Paola Bocci (presidente Commissione Cultura)  hanno  espresso soddisfazione per la decisione ed invitano tutte le donne a partecipare numerose a questa opportunità.

Diverse le associazioni che si battono per i diritti delle donne chiedono all’Europa l’approvazione e il perfezionamento di specifiche leggi per porre fine alla violenza sulle donne e i loro bambini, creando spazi internazionali di discussione per l’adozione di strategie condivise ed efficaci in materia e stanziamento di adeguate risorse finanziarie per aiutare le vittime della violenza.

I movimenti  delle donne e femministi in tutto il mondo hanno fatto di questa giornata occasione di lotta, di denuncia di divulgazione di dati e di contrasto a questo fenomeno che rivela nel suo manifestarsi globale la persistenza nelle varie società della oppressione patriarcale e del continuo costituirsi nel cuore della modernità capitalista di culture maschiliste e misogine, anche là dove si riconoscono formalmente democrazia e diritti universali, nel cuore della modernità capitalista.

Nonostante ciò ancora oggi la violenza contro le donne è diffusa e non appare affatto in diminuzione, se si considera che nel mondo una donna su tre e in Europa una su 4 è stata sottoposta a violenza. Spesso la violenza rimane invisibile, nell’ombra e senza avere uno sbocco legale ed in talune culture è perfino considerata un fatto naturale e normale. Le donne rimangono vittime di diverse forme di violenza soprattutto nella quotidianità, proprio là dove dovrebbe sentirsi più protetta, perchè la maggior parte della violenza avviene all’interno della famiglia, sia in forma fisica che psicologica.

Altri tipi di violenza sono il  matrimonio forzato, la molestia fisica, lo sfruttamento, umiliazione e discriminazione, di particolare rilevo la violenza  contro le donne immigrate, che aggiunge una sofferenza in più agli ostacoli per abitare con pieni diritti nei confini d’Europa.

24 novembre 2011

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