“Stück”, un pezzo, due pezzi…sei milioni di pezzi: una mostra collettiva su Auschwitz-Birkenau

“Stück”, un pezzo, due pezzi…sei milioni di pezzi: una mostra collettiva su Auschwitz-Birkenau

treno_della_memoriaDal 25 gennaio al 31 gennaio, presso lo Spazio Seicentro A. Fois di Via Savona 99 – Milano si terrà la Mostra collettiva a cura Alessandro Corbo, Andrea Dall’Oca, Andrea Pasotti, Caterina Lo Presti, Giuditta Alessandri, Giulia Iovine, Margherita Protti, Mohamed Boughanmi, Niccolò Casens, Teresa Guerrero.
Questo gruppo di 10 giovani dai 15 ai 20 anni ha affrontato un viaggio per visitare i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Al ritorno si è sviluppato un lungo percorso di rielaborazione che ha dato vita alla mostra dal titolo “Stück”, che in tedesco significa “pezzo”. Nel linguaggio distorto dei Nazisti “Stück” significava “prigioniero”. I prigionieri nei campi non erano persone, erano pezzi. Non erano neanche ebrei, dissidenti, zingari, omosessuali, disabili. Erano tutti pezzi.
Un uomo, un pezzo, una donna, un pezzo, un bambino, un pezzo. Un pezzo, un pezzo.
Un pezzo, due pezzi, tre pezzi, quattro pezzi, cinque pezzi, sei pezzi, sette pezzi, otto pezzi, nove pezzi, dieci pezzi.
Sei milioni di pezzi.
Tutto nasce quando i dieci giovani, spinti dal desiderio di visitare i luoghi della memoria, si sono avventurati, come fanno in tanti, sul treno chiamato appunto “Treno della memoria”: destinazione Cracovia. Un convoglio lunghissimo e pieno di gente, che non è un treno qualsiasi, perchè questo treno ferma a Cracovia, ma la vera destinazione del viaggio è Auschwitz.
Durante il viaggio la tentazione di fare un’analogia coi treni che andavano davvero ad Auschwitz è stata forte, ma nella realtà, oggi, fortunatamente, non potrebbe esistere niente di più diverso. Quei treni non hanno assolutamente niente in comune.
Rientrati dal viaggio i dieci ragazzi si trovano a fare i conti con un ricordo. Una memoria. Una memoria che solo a tratti è dolorosa, ma di sicuro è molto ingombrante. Bisogna trovarle un posto. I dieci ragazzi fanno un altro viaggio, questa volta fra le colline del Piemonte, alla ricerca del contenitore adatto. E lì, tra la nebbia e le viti, lo trovano. E non è un contenitore ermetico, pensato per conservare e basta: ha un’entrata, un percorso, un’uscita. Conserva e racconta e trasmette quella memoria troppo inconcepibile e incommensurabile per essere racchiusa nei pensieri di uno di loro. Conserva e racconta e trasmette, in una parola: mostra.
La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Milano, vedrà a margine delle iniziative collaterali col seguente programma:
25 gennaio 2014 –  ore 18 – Aperitivo e presentazione mostra
27 gennaio 2014ore 20,30 – Danzer Ebraiche a cura dell’Associazione Note D’Arcadia
31 gennaio 2014ore 20, 30 – conclusione mostra con proiezione del film Due volte genitori, un film di Claudio Cipelletti, prodotto da Agedo Onlus col finanziamento della Commissione Europea- Progetto Daphne – Family Matters.
Orari di apertura:
25 gennaio 2014 ore 20-22.30
ore 15/19,00
27 -28-29-30 gennaio 2014 ore 9.30/12.30 -14/18,00
31 gennaio 2014 ore 9.30/12.30 -14/23.30

Sebastiano Di Mauro
15 gennaio 2014

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