Violenza domestica: arrestato egiziano a Milano

I casi di violenza domestica non solo tra gli immigrati, ma anche in Italia il fenomeno è diffuso

Ci risiamo, ancora una volta la cronaca ci sottopone un ennesimo caso di violenza per motivi religiosi commesso in famiglia. Questi fatti, sempre più frequenti, non avvengono in lontani paesi islamici, ma nella nostra Italia e nella fattispecie nella civilisima Milano. Da più parti si chiedeva alla magistratura di infliggere pene esemplari per scoraggiare la reiterazione di questi odiosi reati che si consumano tra le pareti domestiche. Nel caso di Milano, in un primo momento il padre (un immigrato egiziano) era stato denunciato per lesioni aggravate ma ora il gip gli ha contestato il tentato omicidio aggravato dal legame di parentela, dalla premeditazione e dai futili motivi.

A seguito di questa decisione del gip, nella tarda mattinata di oggi l’uomo di 61 anni e’ stato arrestato dalla Squadra Mobile di Milano in esecuzione di un ordine di custodia cautelare per il tentato omicidio della figlia, una ragazza di 17 anni. La colpa di questa ragazza era di avere un fidanzato italiano e per il padre tanto è bastato a giustificare la sua violenza e ha tentato di soffocarla con un sacchetto di plastica. Ora l’uomo si trova rinchiuso nel carcere di San Vittore.

Questi fatti che urtano la nostra coscienza, aprono un problema molto più vasto che è quello della violenza domestica e non dobbiamo pensare che accadono esclusivamente tra gli immigrati perchè anche in Europa una donna su quattro è stata vittima di maltrattamenti durante la propria vita, mentre una su dieci ha subito violenza sessuale. Molte donne non sopravvivono alla violenza domestica, che uno dei killer più spietati per le donne tra i 18 e i 44 anni, non fosse altro perchè l’insieme di aggressioni fisiche, psicologiche, sessuali non viene da uno sconosciuto ma dal padre, marito, fidanzato.
Gli effetti sulle donne sono devastanti e vanno dalla paura all’isolamento e perdita della stima personale, oltre ovviamente a lesioni fisiche più o meno gravi. Per questo motivo bisogna interrompere questa spirale sensibilizzando tutti con apposite campagne pubblicitarie e denunciando i casi sospetti per poter arginare questo odioso fenomeno.

di Sebastiano di Mauro

12 settembre 2011

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