M5S Lombardia chiede di bloccare Città della Salute: è una farsa pericolosa

M5S Lombardia chiede di bloccare Città della Salute: è una farsa pericolosa

Ieri M5S Lombardia in un suo Comunicato aveva detto di non sorprendersi dell’ennesimo stop alla firma definitiva sul progetto Città della Salute, riferendosi all’assenza del Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin per la firma prevista proprio ieri.
Movimento 5 Stelle, si sa non ha mai fatto segreto di essere contrario all’opera, perché “è inconcepibile – dice – pensare di curare un malato di cancro in un ospedale costruito sull’Ex Falk a Sesto San Giovanni, uno dei terreni più inquinati d’Italia”. Per manifestare il loro dissenso i portavoce di M5S a Roma, la settimana scorsa, hanno depositato due diverse interrogazioni, una al Ministro dell’Ambiente e l’altra a quello della Salute.
Ieri il movimento grillino si chiedeva se nei ministeri, a seguito di quelle interrogazioni, si siano resi conto dell’assurdità del progetto.
Ma oggi, con un nuovo comunicato annuncia, a sorpresa, la firma del Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, che arrivando in zona cesarini, consentirebbe alle 20 di questa sera al Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni di deliberare la cessione dell’area.
M5 Stelle in merito a questa novità dell’ultimo minuto commenta così: “Se non fosse per gli enormi interessi economici dei cittadini in gioco nell’affaire Città della salute sull’Ex Area Falk di Sesto San Giovanni, 330 milioni di euro di denaro pubblico, ci sono tutti gli elementi per una farsa”.
Come più volte riferito il Movimento di Grillo lombardo ribadisce che Città della Salute è un progetto pericoloso nel quale il confine tra interessi e affarismo privato e benefici del pubblico è stato ampiamente superato.
Ma c’è di più perchè: “non risponde a una coerente programmazione regionale sanitaria. Al contrario,vergognosamente, soddisfa gli interessi della cerchia formigoniana e della longa manus di Penati. A monte del progetto ci sarebbe un sistema tangenti portato alla luce dalle denunce dell’imprenditore Pietro Di Caterina e ancora tutto da chiarire, il Sistema Sesto”.
Inoltre il M5S fa notare la contraddizione per la quale, mentre la Regione non ha un euro per gli investimenti di edilizia sanitaria, impegna poi tutte le proprie risorse, che realizzerà con la vendita delle aree dell’attuale Besta, per una operazione dai contorni ambigui e problematici.
Rimangono infatti, secondo M5S, moltissimi dubbi sulle possibilità di una completa decontaminazione dell’area, non c’è alcuna certezza dei tempi per la bonifica che si sovrapporrebbero all’inizio dell’edificazione della struttura.
La consegna sarebbe prevista per il 2019 e rappresenta un tempo veramente esorbitante, mentre gli ospedali di Legnano, Como e Vimercate sono stati costruiti in soli 4 anni con costi di manodopera di molto inferiori.
Tutto questo avrà un solo un effetto “si esaurirebbero risorse per la Sanità lasciando sofferenze gravi in altre strutture ospedaliere pubbliche”, per questo M5S chiede di fermare quello che è solo “affarismo e interessi privati a presunto beneficio del pubblico”.

Sebastiano Di Mauro
30 luglio 2013

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