Un buon vino si offende quando viene abbandonato

di Sebastiano Di Mauro

Un anonimo gourmand scrisse che “un buon vino si offende quando viene abbandonato” e sicuramente è vero perchè un buon bicchiere di vino rosso a pasto aiuta il cuore e l’animo degli uomini. Così come viene evidenziato da continui studi medici, sulle proprietà benefiche del vino nei confronti  dell’apparato cardio-vascolare.

Recenti norme molto restrittive sull’uso di sostanze alcooliche per chi si mette alla guida, impongono di limitarsi a bere non più di due bicchieri di vino. E allora, la bottiglia “mezza-piena” rimane a languire sul tavolo del cliente, oppure lo costringe a dover rinunciare ad ordinarne una.

Un altra frase  fa eco alla prima frase anonima e dice: Quindi ….porta via con te la bottiglia e brinda a noi tra le tue quattro mura l’ostessa”. Queste due frasi sono presenti, già dai primi mesi dell’anno, in calce alla carta dei dei vini di un locale milanese, dove mi capita talvolta di fermarmi per bere un buon vino. Trovando veramente buono il vino servito e ancorpiù trovando deliziosa la location, in stile rustico ma curatissimo nei particolari, mi piace suggerire a chi volesse farlo di fermarsi in Viale Isonzo 24 dove i clienti in primo luogo, si sentono  come se fossero a casa propria.

 

La politica di questo locale dice: Il cliente deve sentirsi libero di portare via la bottiglia non terminata, superando quelle remore solo italiane che lo inibiscono, dimenticandosi che questo è un servizio dovuto dal ristoratore. Si può optare per una bottiglia non presente tra la già ampia scelta di vini al calice, senza per questo sentirsi costretti a doverla ultimare. La bottiglia viene consegnata al cliente ben tappata in un apposito sacchetto con il  logo della cantina dove si può anche mangiare, per questo chiamata “CIBO & VINO”, dove  la cordialità è un elemento essenziale. Tutti i particolari li potete trovare sul sito www.ciboevino.eu che viene continuamente aggiornato con le interessanti iniziative curate da Alessandra e Giacomo.

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