Che cosa è l’UNIFIL?
Giovedì 10 ottobre 2024, l’esercito israeliano ha attaccato alcune basi della missione UNIFIL che si trovavano in una zona di conflitto fra l’esercito israeliano e il gruppo politico e militare libanese Hezbollah. Il personale dell’ONU, a prescindere da dove si trovi, non può essere attaccato e questo ha generato critiche e polemiche nei confronti di Israele da parte di molti governi, tra cui quello italiano.
Nascita dell’UNIFIL
La UNIFIL – Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite fu istituita dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 1978. È una delle missioni di pace più longeve dell’ONU. Ben 46 anni di attività e svolge un mandato difficile: stabilizzare il Sud del Libano, promuoverne lo sviluppo e garantire il rispetto del confine tra quest’ultimo e Israele. UNIFIL fu creata dopo che le truppe israeliane occuparono il territorio libanese in risposta agli attacchi dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), la principale organizzazione armata palestinese. Il consiglio di sicurezza dell’ONU, quindi istituì la missione con il compito di verificare il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano in un confine non chiaramente tracciato.
Fu l’ONU stessa a occuparsi di tracciare una linea di demarcazione provvisoria, la cosiddetta Blue Line. Una frontiera lunga 120 km delimitata dal fiume Litani a nord e dalle Alture del Golan occupate dallo Stato ebraico. Non un confine internazionale ufficiale, ma più una linea di demarcazione fissata nel 2000, quando le forze israeliane si ritirarono dal Paese dei cedri. Ma la blue line è nata anche per limitare eventuali incursioni da parte di Hezbollah la milizia paramilitare sciita del Partito di Dio.

Una missione dai diversi compiti
Questo fu solo il primo intervento in quei territori e ,nel tempo, ha visto il suo mandato espandersi nel corso degli anni. In particolare dopo la guerra del 2006 tra Israele e Hezbollah. L’UNIFIL, oltre alla missione originale, cominciò a dover controllare la cessazione delle ostilità, accompagnare e sostenere le forze armate libanesi ed estendere la sua assistenza per contribuire a garantire l’accesso umanitario alle popolazioni civili. Garantendo il ritorno volontario e sicuro degli sfollati. Tuttavia, tra un mandato poco chiaro e una guerra che dura da quasi quarant’anni è stato facile per Hezbollah (un’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese), militalizzare il territorio.
Il mandato per l’operazione viene rinnovato ogni anno dal Consiglio di Sicurezza dell’ Onu, composto da 15 membri. Più di 10.000 truppe provenienti da 50 paesi (1.200 provengono dall’ Italia) e circa 800 membri del personale civile. L’Indonesia è il paese con il contingente più numeroso, composto da circa 1.200 soldati, seguito da quello italiano, di circa mille.
“Ogni sconfinamento in Libano viola la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e viola la risoluzione 1701”, ha scritto l’Unifil in una nota. “I civili devono essere protetti e le infrastrutture non devono essere prese di mira e il diritto internazionale deve essere rispettato”.




