Serbia, la poesia per non dimenticare
24 marzo 1999, su ordine dell’allora segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Javier Solana, dalla base di Aviano decollano i primi cacciabombardieri.
Da quel giorno i cieli serbi saranno invasi dal fumo dei bombardamenti per quasi ottanta interminabili giorni, i raid terminarono solo il 9 giugno ed il numero di morti fu di circa 2500 persone tra civili e militari, altri 12000 furono i feriti.
Causa dei bombardamenti fu la morte di 40 persone, di etnia albanese, per mano serba a Racak, villaggio ad oggi facente parte della municipalità di Shtime.
Per i kosovari si trattò di morti civili per la Serbia le vittime invece erano membri del gruppo terrorista Uck (Esercito di liberazione del Kosovo) e l’operazione avviata era destinata a garantire la sicurezza della nazione.
I bombardamenti in terra serba hanno provocato danni strutturali su vasta scala, furono distrutti ospedali, scuole, strade, musei ed infrastrutture per un valore di decine di miliardi di dollari.
Passeggiando oggi per le vie di Belgardo, quelle che furono le sedi dell’allora Stato Maggiore e la sede del Ministero della Difesa sono state volutamente lasciate come allora, in macerie.
Nel 2018 è stata costituita in Serbia una speciale commissione per indagare su quelle che furono inoltre le conseguenze dei bombardamenti NATO con uso di uranio impoverito ritenuto causa di tumori e dell’inquinamento dei fiumi Sava e Danubio.
Nella serata del 22 marzo 2024, presso l’Ambasciata della Repubblica di Serbia a Roma il nuovo Ambasciatore di Serbia in Italia, Mirjana Jeremic, ha ripercorso quel 24 marzo del 1999 ospitando e promovendo un incontro all’insegna della cultura e della poesia con ospite lo scrittore Radoman Kanjevac.
Kanjevac, poeta natio di Sjenica, è stato protagonista della serata leggendo alcuni passi della sua raccolta di poesie Come una mano lungo il collo del contrabasso, opera che ha visto la luce nel 1999 ma arrivata in Italia solo due anni fa grazie alla pubblicazione dell’editore Oltre il mare.
Tra commemorazione e cultura, la serata è stata ufficialmente la prima presentazione del libro di Kanjevac in Italia, la traduzione dell’opera è stata affidata a Mila Mihajlović, traduttrice in pianta stabile in Italia da ormai trent’anni.




