Raphaël Glucksmann, la sfida del centrosinistra francese verso l’Eliseo

Raphaël Glucksmann entra nella corsa per le elezioni presidenziali francesi del 2027 con l’obiettivo di riportare il centrosinistra al centro della competizione politica nazionale. Europarlamentare e fondatore del movimento Place Publique, Glucksmann punta a costruire una proposta socialdemocratica, europeista ed ecologista alternativa sia alla destra nazionalista sia alla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon.La sua presenza nella corsa per l’Eliseo dipenderà anche dalla capacità di ottenere il sostegno dell’area socialista e progressista. Nato nel 1979, Glucksmann proviene da una famiglia intellettuale molto conosciuta in Francia: è figlio del filosofo André Glucksmann. Prima di dedicarsi direttamente alla politica ha lavorato nel giornalismo e nella produzione documentaristica, oltre ad aver svolto attività di consulenza politica. Una parte significativa della sua esperienza si è sviluppata all’estero. Tra il 2008 e il 2012 ha collaborato con il presidente georgiano Mikheil Saakashvili. Successivamente ha avuto rapporti professionali con l’ambiente politico ucraino, collaborando anche con il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko. Queste esperienze hanno contribuito a definire una delle caratteristiche più riconoscibili della sua posizione politica: una forte attenzione alla politica estera, alla sicurezza europea e al rapporto tra Unione Europea e Russia. Nel 2018 ha contribuito alla nascita di Place Publique, movimento progressista che ha cercato di mettere insieme sensibilità sociali, ambientaliste ed europeiste. L’anno successivo è stato eletto al Parlamento europeo, dove ha consolidato la propria notorietà. La crescita politica è diventata particolarmente evidente alle elezioni europee del 2024. In quell’occasione ha guidato una lista comune formata da socialisti e Place Publique, ottenendo un risultato significativo per il centrosinistra e rafforzando la propria posizione all’interno dell’area progressista francese. La proposta di Glucksmann si basa su alcuni temi destinati a caratterizzare anche la campagna presidenziale. Tra questi figurano la riduzione delle disuguaglianze, il rafforzamento dei servizi pubblici, la transizione ecologica e il rilancio dell’economia. Sul piano europeo, il politico francese sostiene un’Unione più integrata e dotata di una maggiore capacità di intervento. La dimensione europea non viene considerata soltanto come un elemento della politica estera francese, ma come uno strumento necessario per affrontare questioni economiche, ambientali e geopolitiche che i singoli Stati avrebbero difficoltà a gestire autonomamente. Glucksmann ha inoltre sostenuto alcune delle principali politiche ambientali dell’Unione, compreso il Green Deal, e ha appoggiato una revisione delle regole europee sull’asilo e sulla distribuzione delle responsabilità tra gli Stati membri. La sua idea di sinistra si distingue tuttavia nettamente da quella rappresentata da La France Insoumise, il movimento guidato da Mélenchon. Uno dei nodi politici più delicati in vista delle primarie riguarda proprio il rapporto con la sinistra radicale. La vera sfida, prima ancora del confronto con la destra, sarà quindi quella di ricomporre un’area progressista oggi divisa. Place Publique dispone di una struttura e di risorse inferiori rispetto ai grandi partiti nazionali. Per questo il rapporto con il Partito Socialista è fondamentale. Un’intesa tra le due formazioni consentirebbe a Glucksmann di disporre di una macchina politica più ampia e, soprattutto, di presentarsi agli elettori con una candidatura sostenuta da una parte consistente del centrosinistra. Il percorso non è però privo di ostacoli. Tra i possibili contendenti alle primarie figura il segretario socialista Olivier Faure, mentre è tornata sulla scena anche Ségolène Royal, già candidata socialista alle presidenziali del 2007. Il confronto interno potrebbe quindi essere particolarmente significativo per stabilire quale direzione prenderà il centrosinistra francese. I sondaggi citati nelle ultime settimane attribuiscono a Glucksmann un consenso nell’ordine del 10-11%, una percentuale che lo rende competitivo all’interno della sua area politica ma ancora distante dai livelli necessari per considerare probabile l’accesso al secondo turno. La principale favorita resta Marine Le Pen, mentre anche Jean-Luc Mélenchon conserva un peso rilevante nell’elettorato di sinistra. In uno scenario caratterizzato dalla frammentazione dei partiti, la capacità di concentrare i voti potrebbe dunque rivelarsi decisiva. Glucksmann punta proprio su questo: riunire socialisti, ambientalisti e altre componenti del centrosinistra attorno a una candidatura comune, evitando contemporaneamente di avvicinarsi alla sinistra radicale. È una strategia che potrebbe permettergli di occupare uno spazio politico oggi conteso da più forze, ma che comporta anche il rischio di perdere consensi tra gli elettori favorevoli a una collaborazione più ampia della sinistra. La candidatura avrà inoltre una conseguenza sul piano mediatico. La giornalista LéaSalamé, compagna di Glucksmann, ha annunciato che lascerà la conduzione del telegiornale serale di France 2. La decisione era stata precedentemente prospettata nel caso in cui Glucksmann avesse deciso di correre per l’Eliseo, proprio per evitare possibili sovrapposizioni tra attività giornalistica e campagna elettorale. Per Glucksmann, dunque, il percorso verso il 2027 è appena iniziato. Prima di poter competere realmente per la presidenza dovrà conquistare la candidatura dell’area socialdemocratica, costruire un accordo stabile con il Partito Socialista e convincere una parte dell’elettorato progressista che esiste una terza strada tra la destra di Marine Le Pen e la sinistra radicale di Mélenchon. La sua capacità di trasformare il consenso europeo e personale accumulato negli ultimi anni in una forza politica nazionale sarà il principale banco di prova della sua candidatura.




