Midterm, cosa sono e come funzionano le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

Perché si chiamano midterm
Negli Stati Uniti il presidente non viene eletto ogni due anni, ma resta in carica per un mandato di quattro. A metà di quel percorso, però, gli elettori tornano comunque alle urne: non per scegliere chi guida la Casa Bianca, ma per rinnovare il Congresso. È da questa collocazione temporale, a metà (mid) del mandato (term) presidenziale, che deriva il nome midterm elections, per tradizione fissate sempre nel primo martedì di novembre degli anni pari che seguono un’elezione presidenziale.
Come si rinnova il Congresso
Il Parlamento statunitense è composto da due camere con logiche di rinnovo diverse. Alla Camera dei Rappresentanti, che conta 435 membri, si vota per intero ogni due anni: ogni deputato rappresenta un distretto elettorale, il cui numero per Stato dipende dalla popolazione. Il Senato funziona in modo differente: i suoi 100 seggi non si rinnovano mai tutti insieme, ma a rotazione per un terzo circa ogni due anni, dato che ogni senatore resta in carica sei anni. Ogni Stato, indipendentemente dalla popolazione, elegge sempre due senatori.
I requisiti per candidarsi
Le due camere hanno soglie di accesso differenti. Per la Camera dei Rappresentanti servono almeno 25 anni di età, la cittadinanza statunitense da un minimo di sette anni e la residenza nello Stato del collegio in cui ci si candida. Al Senato l’asticella si alza: 30 anni di età, nove di cittadinanza e, anche qui, la residenza nello Stato rappresentato.
Non solo Congresso
Lo stesso election day viene spesso utilizzato dagli Stati per rinnovare anche altre cariche locali. Nella tornata del 2026, ad esempio, 36 Stati sceglieranno contestualmente il proprio governatore, figura con ampi poteri esecutivi a livello statale.
Cosa cambia per il presidente
Il nome del capo dello Stato non compare mai sulla scheda delle midterm, eppure è lui, di fatto, il vero convitato di pietra: il partito che controlla la Casa Bianca perde seggi in Congresso in questo tipo di elezioni più spesso di quanto non li mantenga. Il risultato non è un dettaglio tecnico, perché la maggioranza uscita dalle urne decide quanto spazio avrà il presidente per far approvare le proprie leggi fino alla fine del mandato. È un meccanismo che vale anche per lo strumento più estremo a disposizione del Congresso: solo la Camera dei Rappresentanti ha infatti il potere di avviare una procedura di impeachment nei confronti del presidente, per poi passare la palla al Senato, che ne giudica l’eventuale destituzione. Una maggioranza alla Camera diversa da quella in carica può quindi riaprire anche questo scenario.
Il caso del 2026
Nella tornata in programma il 3 novembre si vota per il 120esimo Congresso, che entrerà in carica il 3 gennaio 2027: sono in palio tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 del Senato, di cui due assegnati con elezioni speciali. Si tratta del secondo appuntamento di midterm della presidenza di Donald Trump, dopo quello del 2018 durante il primo mandato.




