Uk. I Verdi conquistano la vittoria alle elezioni di Gordon & Denton
Nelle elezioni suppletive di Gorton & Denton, storica roccaforte laburista alla periferia di Manchester, i Verdi conquistano una vittoria clamorosa e relegano il partito del premier Keir Starmer addirittura al terzo posto, superato anche dalla formazione guidata da Nigel Farage. Un risultato locale solo in apparenza, ma che a Westminster viene già interpretato come il segnale di una crisi profonda del Labour e dell’avvio di una nuova fase politica.
La candidata ecologista Hannah Spencer ottiene quasi 15 mila voti, contro i circa 10.500 dei faragisti e meno di 10 mila per i laburisti, segnando un ribaltamento storico in un collegio considerato per decenni inattaccabile. Hannah Spencer, 34 anni, è idraulica di professione e membro del consiglio locale della zona, ha ottenuto circa il 41 percento dei voti, secondo i risultati annunciati venerdì mattina presto. Il successo dei Verdi rappresenta qualcosa di più di una protesta elettorale: sotto la guida del leader Zack Polanski, il partito si è trasformato da forza ambientalista marginale in una formazione eco-populista capace di contendere al Labour l’elettorato progressista, soprattutto tra i giovani e in particolare tra le elettrici under 24, dove risulta ormai il primo partito.
Il partito riformista ha ricevuto 10.578 voti, pari a circa il 29%. Il partito laburista ha ricevuto 9.364 voti, pari a circa il 25%. In un breve discorso di ringraziamento pronunciato poco dopo le 4:30 del mattino, ora locale, la signora Spencer ha attribuito la sua decisiva vittoria alla sua attenzione alle questioni del costo della vita, delle disuguaglianze e dell’ambiente. E ha rimproverato – senza nominarli – i politici che hanno tentato di dividere le persone in base a criteri razziali ed etnici. “Non posso e non voglio accettare questa vittoria stasera senza denunciare i politici e le figure divisive che costantemente cercano capri espiatori e incolpano le nostre comunità per tutti i problemi della società”, ha detto. “I miei amici e vicini musulmani sono proprio come me: umani”.
Il voto ridisegna una scena politica sempre più frammentata. Il tradizionale bipolarismo britannico lascia spazio a una competizione a cinque: Verdi, Labour e liberaldemocratici divisi nell’area progressista, mentre conservatori e faragisti si contendono la destra. Uno scenario che potrebbe ripetersi già alle amministrative di maggio, con rischi concreti per i laburisti soprattutto nelle grandi città, Londra in testa. Nella campagna elettorale ha pesato anche la dimensione internazionale. I Verdi hanno intercettato parte dell’elettorato musulmano criticando la posizione del Labour sulla guerra a Gaza, storicamente uno dei bacini elettorali più fedeli ai laburisti. Un segnale di come identità, politica estera e tensioni globali stiano entrando sempre più direttamente nel voto britannico.
Per Keir Starmer, già indebolito da polemiche e tensioni interne, il risultato suona come un campanello d’allarme politico personale. Dopo aver evitato di misura una contestazione interna nelle scorse settimane, il premier potrebbe ora affrontare una nuova resa dei conti nel partito. Quella che sembrava una semplice elezione suppletiva si trasforma così in un test nazionale: il Labour perde terreno su entrambi i fronti, mentre i Verdi emergono come nuova forza competitiva. E un piccolo collegio elettorale diventa il simbolo di un possibile «cataclisma terminale» per l’attuale leadership laburista.




