Riforma dello Sport. Previste due nuove figure: il lavoratore sportivo e l’amatore

Riforma dello Sport. Previste due nuove figure: il lavoratore sportivo e l’amatore
(Fonte: Freepik)

Il 2022 rappresenterà indubbiamente un anno significativo per il mondo sportivo italiano. La tanta osannata – e allo stesso tempo dibattuta – riforma dello sport entrerà in vigore proprio il 1° gennaio 2022, con un corposo pacchetto di modifiche che si appresta a riorganizzare l’intero ordinamento sportivo.

I punti cardine della riforma sono diversi, di cui, solo per citarne alcuni: abolizione del vincolo sportivo (probabilmente uno dei temi più delicati e discussi); regolamentazione dell’impiantistica degli sport invernali; revisione dell’ambito di operatività degli enti sportivi; istituzione del registro delle attività sportive dilettantistiche ed infine disposizioni in tema di lavoro sportivo.

Proprio quest’ultime rivestono un ruolo di particolare interesse per tutti gli “addetti ai lavori”, in quanto introducono elementi innovativi rispetto alla disciplina previgente. Per tale motivo, è opportuno analizzare cosa cambierà per chi lavora, o quantomeno collabora, nel mondo dello sport. 

Una premessa doverosa è che per le disposizioni in materia di lavoro sportivo è prevista un’entrata in vigore posticipata rispetto al resto della riforma, ossia il 1° luglio 2022 (data che non a caso segna anche l’inizio della stagione sportiva 2022/2023).

L’elemento fondamentale da cui partire è che, da tale data, sarà superata la distinzione che ha sempre contraddistinto il mondo dello sport – e che probabilmente continuerà a farlo quantomeno nel gergo comune – tra dilettante e professionista, per fare spazio a due nuove figure: il lavoratore sportivo e l’amatore.

Per quanto riguarda la figura del lavoratore sportivo, prima della riforma poteva essere inquadrato come tale solamente chi svolgeva la propria attività in ambito professionistico, escludendo di conseguenza dalla categoria in questione l’atleta dilettante. L’attività sportiva di quest’ultimo non si basava dunque su un contratto di lavoro bensì su un accordo di collaborazione, motivo per cui il relativo compenso non era versato a titolo di remunerazione ma esclusivamente a titolo di rimborso spese o di premio.

Con la riforma, invece, debutta la figura del lavoratore sportivo anche in ambito dilettantistico: così dal 1° luglio 2022 atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e direttori di gara, potranno stipulare con la propria realtà di riferimento contratti di lavoro subordinato, autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa (quest’ultimi conosciuti come co.co.co.), nonché di prestazione occasionale qualora ne ricorrano i presupposti.

Conseguenza di ciò sarà l’estensione di tutte le forme di tutela previdenziale e assistenziale degli altri settori, su tutte quelle in tema di infortuni e malattie professionali, incluse ovviamente le conseguenziali ed onnipresenti pratiche burocratiche.

Sull’altro versante, l’elemento identificativo per la figura dell’amatore è che esso, contrariamente al lavoratore sportivo, non debba ricevere alcuna retribuzione ma esclusivamente premi o compensi occasionali relativi a manifestazioni sportive, nonché indennità di trasferta e rimborsi spese, anche forfettari, nel limite annuo di 10 mila euro. Superata tale soglia, le prestazioni dell’amatore saranno considerate di natura professionale e pertanto l’intero importo sarà assoggettato a contribuzione e tassazione diretta ai fini Irpef. In ultimo, è interessante evidenziare come la riforma abbia valutato anche la posizione dei lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione: essi potranno collaborare con società ed associazioni sportive dilettantistiche, al di fuori dell’orario di lavoro, esclusivamente nella forma prevista per le prestazioni amatoriali.

In conclusione, appare evidente come tale riforma entri a gamba tesa nell’ordinamento sportivo alla luce della significatività delle disposizioni introdotte e della numerosità dei collaboratori presenti nel mondo dello sport. Valorizzare e chiarire alcune criticità dovrà essere senza dubbio la prossima sfida. 

 

Articolo a cura di Leonardo Rossi

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook