Bondi si dimetta ed intervenga il ministro Balduzzi

È di oggi 17 dicembre 2012 la notizia della chiusura di alcune zone di eccellenza del S. Filippo Neri di Roma. C’è da considerare che le aree di neurochirurgia e cardiochirurgia dell’ospedale sono un’eccellenza nel territorio, e che chiuderle sarebbe un vero e proprio delitto, passando il termine. Si va ad inficiare un ruolo tanto per cominciare della gente che lavora nella struttura, e poi di tutto un servizio al pubblico che risulterebbe doveroso oltre che necessario . Si andrebbero a togliere posti letto a malati che altrimenti, nella zona non potrebbero essere assistiti e si andrebbe a perdere un ruolo di prim’ordine in un ospedale storico in tanti campi e soprattutto adatto ad emergenze che in altre zone si potrebbero solo sognare. Si guardi ai diritti del cittadino che altro non sarebbe che visto, in questo caso che come merce, che come utile da dover usare e “sprecare” nella salute, bene primario all’interno del nostro sistema di vita, di chiunque e della Costituzione anche ; ed aggiungiamo anche perché non dovrebbe essere la sola a dare il diritto di essere curati, ma il buon senso.

Al di là delle venature politiche che comporta l’avviso che oggi arriva alla stampa, c’è da considerare anche tutte le persone che andrebbero a perdere il loro posto di lavoro, oltre ai malati, se non fossero i primi, ovviamente ad essere chiamati in causa. Non vi sono idee politiche che tengano, non vi sono interessi di palazzo che sussistano, ma interventi sociali e culturali, sì culturali, perché di cultura si parla quando si tratta di sanità, di bene primario e doveroso, lo si ripeta che spetta ad ogni essere vivente, e non solo umano. Il “trip” in cui ci troviamo è pieno di interessi tecnici e privati, pieno di giochi di “potere”, ma non certo di interessi verso la povera gente che sta per trovarsi privata di una struttura dove il campo d’azione spazia come in molti altri campi che invece non vengono certo toccati. Si parla di far intervenire, al posto del Min. Bondi, il Min. Balduzzi. Certo solo chi conosce il problema dal di dentro, come coloro che ci scrivono, possono fare una proposta di tal genere, e ne si approva sicuramente l’invito dato che sta a loro tendere la mano in questo settore.
 
Non si chieda certo di mettere mani nelle tasche degli italiani ancora: e dove più li prenderebbero quei mezzi per garantire la sussistenza di un ospedale, e di sacrificarsi ancor meno: chissà quanti poveri medici e membri di qualsiasi personale paramedico, come portantini, infermieri e quanti altri, che svolgono lavoro solo nella struttura pubblica, potrebbero mai intervenire nel “settore”?! Ma si voglia far spremere le meningi ai più “tecnici”, dato che molti non li vogliono nemmeno chiamare tali. Che venga fuori una soluzione mettendosi e riunendosi ad un tavolo delle trattative in qualsiasi settore ne sia interessato. E qui il settore interessato è la Sanità. Chi scrive avrebbe voluto che per un attimo qualcuno come lui si fosse venuto a trovare nelle condizioni di dover decifrare la miriade di sigle a cui la Sanità si affida e tutti i lavoratori si affidano, perché non è un problema di Sanità, ma di buon costume, o, per non incorrere in equivoci, di Costume quello che si va ponendo al governo.
Cari miei lettori, usciamo proprio da un Telethon che non lo si voglia chiamare solo mezzo per lo spettacolo, usciamo da un Telethon che non dovrebbe esistere perché la Ricerca scientifica così come quella umanistica, di cui pochi parlano, ha davvero poche sovvenzioni, ma si voglia fare qualcosa soprattutto in un Natale che il Buon Dio, passate a chi scrive la frase: darà di più se con meno regali si troveranno più soluzioni per chi soffre che ha molto più bisogno, soprattutto in povertà, di chi vive bene e con tanti capricci alle spalle e davanti a sé.

Michela Gabrielli
17 dicembre 2012

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