Maltratta gli alunni di una scuola elementare, indagata una maestra

Maltratta gli alunni di una scuola elementare, indagata una maestra

maltrattamentiGROSSETO – Un nuovo caso di vessazioni verso gli alunni sta coinvolgendo un’insegnante di una scuola elementare di Grosseto. La maestra è indagata per maltrattamenti in seguito alle segnalazioni che i genitori dei piccoli avevano indirizzato al Garante per l’infanzia della Regione Toscana. La denuncia fatta nel 2013 alla Procura ha consentito di aprire un’indagine in cui sono stati ascoltati tutti i genitori dei bambini della classe in cui la maestra ha insegnato. Assieme a loro, sono state ascoltate anche le colleghe e il personale della scuola.

Secondo quanto emerso dai racconti, l’insegnante avrebbe negato ripetutamente la ricreazione e avrebbe persino vietato ai piccoli di andare al bagno. Gli alunni avevano raccontato che la maestra, abbassando le tapparelle dell’aula, li lasciava al buio, che ricevevano offese per i risultati scolastici se questi erano deludenti, che erano obbligati a stare con la testa sul banco per punizione e che li trasferiva in altre classi se erano disobbedienti. Dotata persino di fischietto per richiamare i bambini, la maestra usava anche sbattere le forbici sui banchi pur di ottenere silenzio e attenzione. I ragazzi più vivaci erano costretti a stare con le braccia alzate e a subire le strattonate dell’insegnante.

La maestra, 57 anni, è già stata indagata per un altro procedimento analogo avvenuto in altra scuola. La donna si è messa in malattia dal febbraio scorso, dopo essere stata affrontata verbalmente dai genitori in occasione della consegna delle pagelle. Il giudice per le indagini preliminari, Valeria Montesarchio, ha fissato per la prossima settimana un incidente probatorio: sarà dato incarico al Dottor Romano Fabbrizzi di stabilire l’attendibilità delle testimonianze dei bambini, che hanno circa 8 anni.

Per il legale difensore della maestra, l’avvocato Michele Mensi, non ci sarebbero  dubbi: “C’è stato un fraintendimento, ciò che è stato contestato non corrisponde a ciò che è avvenuto”. I genitori avevano invece confermato ai carabinieri i racconti dei loro bimbi, aggiungendo vari particolari convergenti con quelli delle colleghe della maestra, che talvolta si erano lamentate per quei fischi che disturbavano le lezioni nelle altre classi. Agli atti del procedimento anche le note disciplinari scritte nei confronti degli alunni e poi cancellate.

Tra le carte al vaglio di chi indaga ci sarebbero anche i documenti di carattere sanitario-burocratico riguardanti la convocazione dell’insegnante davanti alla commissione medico-legale di fronte alla quale, però, non si era presentata. Un iter avviato dalla scuola e finito, come da procedura, con l’archiviazione. Archiviazione che i genitori definiscono incomprensibile. Secondo l’avvocato Mensi, la maestra “Soffre di gravi patologie ma non riconducibili a problemi mentali o comportamentali”.

L’insegnante restò dunque saldamente sul posto di lavoro: non era stato deciso, come avvenuto in casi analoghi, di installare delle telecamere spia per sorvegliarne i comportamenti. A febbraio arrivò un nuovo esposto dei genitori e i carabinieri li sentirono nuovamente: tutti denunciavano sempre i soliti fatti, i soliti comportamenti.

Ancora una volta ci troviamo innanzi a un fenomeno increscioso che vede protagonista un’insegnante e le sue metodologie di educazione nei confronti di bambini indifesi. Sebbene non sia ancora appurata del tutto la dinamica dei fatti, le testimonianze, il fatto di aver già subìto un’indagine per fatti analoghi e la latitanza nel presentarsi innanzi la commissione medica, fanno pensare che la maestra abbia delle responsabilità e che esse debbano essere accertate quanto prima per allontanarla dai bambini in modo permanente. Occorrono commissioni atte a vagliare prima e durante l’attività di insegnamento la presenza dei requisiti psicofisici delle maestre e maestri: il loro ruolo è troppo importante per non essere oggetto di continue verifiche di idoneità all’insegnamento.

Davide Lazzini
4 settembre 2014

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