Stragi di Firenze e Liegi: follia o sintomo di malessere sociale?

È follia ciò che spinge due uomini, di città diverse a commettere delle vere e proprie stragi o questo è il sintomo di un malessere sociale che sfocia in atti che tradizionalmente vengono relegati al “surreale”?
Difficile rispondere a questa domanda.
Procediamo con ordine. A Firenze, Gianluca Casseri, 50 anni, laureato ed autore di diversi libri, ha preso di mira la comunità senegalese.

Casseri era da anni in cura per la depressione, ed era malato in modo grave di diabete e faceva parte di organizzazioni di estrema destra, il suo è stato un atto dettato da odio raziale. Due le vittime, tre i feriti, uno di essi in queste ore sta lottando fra la vita e la morte, nel migliore dei casi rischia la paralisi. Con se Casseri aveva una gran scorta di proiettili, gli inquirenti pensano che il killer, da anni sotto l’influsso di persone che hanno stimolato in lui sentimenti di odio raziale, avesse intenzione di commettere una vera e propria carneficina. CasaPuond, centro sociale frequentato assiduamente da Casseri è nel centro delle polemiche perché?
Basta ascoltare le parole del primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi: “Non è dicendo ‘chiudiamo un centro sociale’ che abbiamo risolto i problemi. Da sindaco quando CasaPound commemora i cecchini fascisti nel giorno in cui il Comune ricorda la Liberazione esprimo tutta la mia rabbia e la mia disapprovazione, ma attenzione a dare a tutti quelli che frequentano i centri sociali le responsabilità penali che appartengono ai singoli. Chiudere non dipende dalle amministrazioni comunali ma dalle forze dell’ordine. Si chiude se ci sono dei reati. CasaPound Firenze si è dissociata dal gesto, ha scritto alla comunità senegalese chiedendo un incontro, spero che ci sia una forte indagine su tutto ciò che è accaduto intorno al killer, dico che sono disgustato quando 69 persone si iscrivono alla pagina che inneggia al killer come ‘eroe bianco’, ma non è dicendo ‘adesso chiudiamo un centro sociale’ che abbiamo risolto i problemi”.
Passiamo ora a Liegi, Belgio. Qui Nordine Amrani, 33enne belga, ossessionato dall’idea di tornare in carcere (così lo ha giustificato il suo avvocato ieri) si è armato di granate, poi si è diretto nella piazza centrale della città, piazza Saint Lambert dove ogni giorno circolano centinaia di persone, con il kalashnikov in spalla ne ha fatte esplodere tre (di granate), il bilancio, sei morti tra cui un quindicenne un diciasettenne ed un bambino di appena 17 mesi, oltre cento i feriti.
Quando poi le forze dell’ordine sono entrate nella sua casa hanno trovato un vero e proprio arsenale e non solo: una donna morta, aveva 45 anni ed era cameriera della vicina…
Il procuratore di Liegi, Cedric Visart de Bocarne, ha così spiegato l’accaduto: “Era un delinquente che per tutta la vita ha avuto problemi con la giustizia, con il tribunale dei minorenni, tribunali minori e corti d’appello”…
Ricordiamo che sia Amrani che Casseri si sono tolti la vita dopo aver commesso le stragi, il primo con un colpo di pistola, subito dopo le esplosioni, il secondo dopo aver tentato la fuga ed essersi reso conto di essere in trappola si è sparato.
Fenomeni strani non solo quelli accaduti nella realtà, anche in internet “l’ignoranza avanza”, difatti sia in Francia che in Italia sono comparse sul web pagine in cui si inneggia ai gesti compiuti dai due uomini. Soprattutto sul gesto di Casseri, le pagine in questione sono finite in un fascicolo della procura di Firenze che sta indagando i proprietari dei siti per apologia di reato.
Quest’ultima cosa che vi abbiamo raccontato forse rende bene l’idea sul perché del titolo di questo articolo: Stragi di Firenze e Liegi: follia o sintomo di malessere sociale?
Cercare di dare una risposta esauriente sarebbe forse pretenzioso, crediamo che leggendo queste poche righe il lettore sia in grado di arrivare ad una risposta coerente da solo…

Non dimentichiamo che risale a poche settimane fa un altro fatto di questo tipo, ovvero la carneficina di Oslo ad opera di Anders Breivik.

di Enrico Ferdinandi

15 dicembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook