Il trust nei paesi del Commonwealth
Il trust è uno degli istituti giuridici più peculiari e affascinanti del mondo del diritto, nato nel solco della tradizione di common law e diffusosi capillarmente in tutti i paesi che fanno parte del Commonwealth. La sua origine risale all’Inghilterra medievale, precisamente al periodo delle Crociate, quando i cavalieri che partivano per la Terra Santa trasferivano i propri beni a un soggetto di fiducia affinché li amministrasse in loro assenza o li destinasse ai propri eredi in caso di morte. Da quella prassi consuetudinaria nacque un istituto che, nel corso dei secoli, si è evoluto fino a diventare uno strumento sofisticatissimo di pianificazione patrimoniale, fiscale e successoria.
La Struttura Essenziale del Trust
Nel suo schema fondamentale, il trust si articola attorno a tre figure soggettive. Il settlor (disponente) è colui che costituisce il trust, trasferendo determinati beni al trustee. Il trustee è il soggetto che riceve i beni e li amministra secondo le istruzioni ricevute, con un obbligo fiduciario nei confronti dei beneficiari. I beneficiari (beneficiaries) sono infine coloro nel cui interesse i beni vengono gestiti, che vantano un diritto di natura equitativa sul patrimonio separato.
La caratteristica più straordinaria dell’istituto è proprio la separazione patrimoniale che esso produce: i beni in trust non appartengono né al disponente, che li ha ceduti, né ai beneficiari, che ne godono solo in senso equitativo, né integralmente al trustee, che ne è titolare solo in senso formale. Si crea così un patrimonio autonomo e separato, impermeabile alle vicende personali di tutti i soggetti coinvolti.
Il Trust nel Regno Unito
Nell’ordinamento britannico, culla dell’istituto, il trust trova la sua disciplina principale nel Trustee Act 2000 e nel Trusts of Land and Appointment of Trustees Act 1996, oltre che in un’abbondante giurisprudenza secolare. Il trust viene impiegato per una varietà straordinaria di scopi: dalla pianificazione successoria alla protezione dei patrimoni familiari, dai fondi pensione alla gestione collettiva del risparmio, dalle fondazioni di beneficenza alle operazioni di finanza strutturata. I charitable trusts in particolare hanno svolto un ruolo storico fondamentale nel finanziamento di università, ospedali e istituzioni culturali di tutto il paese.
Canada, Australia e Nuova Zelanda
I grandi paesi del Commonwealth anglofono hanno recepito l’istituto del trust con pochissime variazioni rispetto al modello madre inglese, adattandolo alle proprie esigenze locali. In Canada, ogni provincia ha sviluppato la propria legislazione, con il Québec che rappresenta un caso peculiare in quanto sistema di civil law che ha nondimeno incorporato il trust nel proprio Codice Civile come istituto autonomo, dimostrando che l’istituto può sopravvivere anche al di fuori del suo contesto originario. In Australia il trust è strumento fondamentale della pianificazione fiscale, tanto che le family discretionary trusts sono usate quasi universalmente dalle piccole e medie imprese come veicolo preferenziale per la gestione del patrimonio aziendale e la distribuzione degli utili. In Nuova Zelanda, la riforma del 2019 con il Trusts Act ha profondamente modernizzato la disciplina, aumentando la trasparenza e rafforzando i doveri del trustee.
Numerosi paesi africani e asiatici di tradizione britannica hanno conservato il trust nel proprio ordinamento post-coloniale. In India, il Indian Trusts Act 1882 disciplina ancora oggi i trust privati, mentre le fondazioni pubbliche di beneficenza trovano disciplina nel Public Trusts Act. In Kenya, Nigeriae Ghana, l’istituto continua ad essere utilizzato principalmente in ambito successorio e per la gestione del patrimonio delle famiglie benestanti. In questi contesti, tuttavia, il trust convive spesso con istituti consuetudinari di gestione collettiva dei beni familiari o tribali, creando interessanti ibridazioni giuridiche.
I Centri Offshore del Commonwealth
Un capitolo a parte meritano i cosiddetti tax havens o centri finanziari offshore che fanno parte del Commonwealth o sono legati alla Corona britannica. Isole come le Cayman, le British Virgin Islands, le Isole Cook, Jersey, Guernsey e l’Isola di Man hanno costruito interi sistemi economici attorno alla fornitura di servizi fiduciari. Questi ordinamenti hanno spesso sviluppato versioni particolarmente evolute e flessibili del trust, come il STAR Trust delle Cayman o il Purpose Trust di Jersey, pensate per attrarre capitali internazionali e offrire strutture di pianificazione sofisticate. La legislazione delle Isole Cook in materia di asset protection trust è considerata tra le più protettive al mondo per i beni del disponente.
Il Riconoscimento Internazionale
Sul piano del diritto internazionale privato, la Convenzione dell’Aja del 1985 sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento ha rappresentato un passo fondamentale per consentire la circolazione dell’istituto anche verso ordinamenti di civil law. L’Italia, ad esempio, pur non avendo una disciplina interna del trust, ha ratificato la Convenzione nel 1992 e la giurisprudenza italiana ha progressivamente ammesso l’utilizzo di trust istituiti secondo leggi straniere per finalità lecite sul territorio nazionale. Il trust rappresenta uno dei contributi più duraturi e originali della tradizione giuridica anglosassone al patrimonio giuridico mondiale. Nei paesi del Commonwealth esso è molto più di un semplice strumento tecnico: è parte integrante della cultura giuridica, dello spirito imprenditoriale e della concezione stessa della proprietà e della sua trasmissione. La sua straordinaria duttilità — la capacità di adattarsi a contesti economici, culturali e giuridici profondamente diversi — spiega perché, a distanza di secoli dalla sua nascita medievale, continui ad essere uno degli istituti più vitali e dinamici del diritto contemporaneo.




