Dov’è la Fiesta?, quando perdere una macchina può essere l’inizio di una storia d’amore

Incontrarsi nel traffico della tangenziale di Roma non è forse l’inizio più romantico che si possa immaginare. Eppure è proprio lì che comincia “Dov’è la Fiesta?”, la nuova commedia romantica diretta da Niccolò Gentili. Una storia che parte da una premessa semplice, persino un po’ assurda, e riesce a costruirci intorno un film leggero, sorprendentemente naturale e soprattutto molto divertente.
Leo e Irene si incontrano mentre sono entrambi imbottigliati nel traffico romano. Si parlano da una macchina all’altra e da quel primo incontro ne nasce un secondo, poi un terzo. Quando li ritroviamo sono passati alcuni mesi e i due si frequentano ormai con una certa regolarità, pur rimanendo sospesi in quella zona grigia delle relazioni contemporanee in cui si esce insieme, si condividono serate e intimità, ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di fare la domanda più semplice: “Noi due cosa siamo?”.
È Irene a decidere che è arrivato il momento di scoprirlo. Invita Leo a cena con un obiettivo preciso: capire finalmente se siano o meno una coppia. Il chiarimento, però, viene bruscamente rimandato. A Leo hanno rubato la macchina nuova, una Ford Fiesta rosso fiammante parcheggiata sotto casa di Irene. Da qui comincia una ricerca che trascina i protagonisti in una serie di situazioni sempre più improbabili. Il furto diventa il motore di una piccola odissea urbana fatta di commissariati, assicurazioni, pratiche burocratiche e personaggi incontrati lungo il percorso. Ma soprattutto diventa il pretesto per costringere Leo e Irene a trascorrere insieme quel tempo nel quale, inevitabilmente, la domanda lasciata in sospeso continua a riaffiorare.
Ed è probabilmente proprio qui che “Dov’è la Fiesta?” trova la sua forza. Il film non ha bisogno di costruire grandi equivoci o situazioni eccessivamente artificiose per far ridere. La comicità nasce molto più spesso dalle conversazioni, dagli imbarazzi, dalle reazioni e da quelle piccole assurdità quotidiane che chiunque abbia avuto a che fare con il traffico, la burocrazia o semplicemente con una relazione difficile da definire può riconoscere.
Francesco Carril e Linda Caridi funzionano particolarmente bene proprio per questo. I loro personaggi non sembrano mai recitare la parte della “coppia da commedia romantica”: si interrompono, esitano, cambiano discorso, si provocano e si rispondono con battute che sembrano nascere spontaneamente. Anche i personaggi che ruotano intorno a loro contribuiscono a costruire questa sensazione di naturalezza. Durante la proiezione di lancio a cui ho assistito, le risate arrivavano spesso da tutta la sala e, cosa forse ancora più significativa, non necessariamente nei momenti in cui ci si sarebbe aspettati la classica battuta comica. A far ridere erano spesso uno sguardo, una risposta arrivata mezzo secondo dopo o uno scambio apparentemente insignificante.
Gentili costruisce così una commedia romantica che non cerca di reinventare il genere, ma prova a renderlo più vicino alla quotidianità. Perché dietro la ricerca disperata di una Fiesta scomparsa ce n’è un’altra, molto meno concreta: quella di una definizione per un rapporto che esiste già, ma che nessuno dei due sembra ancora sapere bene come chiamare.
E forse è proprio questo il pregio maggiore di “Dov’è la Fiesta?”: riesce a essere divertente senza dare continuamente l’impressione di voler far ridere. Una qualità meno scontata di quanto possa sembrare.




